Author Archives: Maurizio Sacconi

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Ve lo dico alle sei/ L. Bilancio, shock lavoro negativo se frutto vecchie impostazioni

I giovani devono essere aiutati innanzitutto attraverso investimenti sulle loro abilità e conoscenze. Il che significa sostenere con superammortamenti le spese per formazione, privilegiare i contratti di apprendistato, incoraggiare i fondi interprofessionali, sviluppare l’alternanza scuola lavoro. Non sono invece utili gli incentivi dopo il loro recente fallimento. Restringere poi l’assegno di ricollocamento per fare assunzioni nei centri pubblici per l’impiego significa tornare alla politica dell’offerta autoreferenziale in luogo del sostegno alla libera domanda di servizi di orientamento e formazione. Lo shock insomma potrebbe essere addirittura negativo se frutto di vecchie impostazioni.

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Ve lo dico alle sei/ Istat: crescita lontana da livelli pregressi e da Paesi concorrenti

La crescita del Pil nel secondo trimestre e’ una notizia positiva anche se rimaniamo al di sotto dei livelli raggiunti dai principali paesi con cui ci confrontiamo e lontani dal 2,1 per cento di crescita nel primo trimestre 2011. Ci hanno aiutato la ripresa dell’auto, grazie alla ristrutturazione osteggiata dalla sinistra, e del turismo grazie alla crisi politica del mediterraneo. Una crescita maggiore dovrebbe essere favorita dalla riduzione dell’Irap sulle imprese diffuse e del prelievo locale sugli immobili delle famiglie, dell’artigianato e del commercio. Solo la mobilitazione del capitalismo popolare può allinearci allo sviluppo prevalente in Europa.

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Ve lo dico alle sei/ ISTAT-inflazione, insufficiente vitalità economia e società

Nulla più della persistente bassa inflazione segnalata dall’Istat indica la insufficiente vitalità dell’economia e della società italiana. È come se un tappo continuasse a comprimere la propensione a consumare, ad investire e a fare lavoro. Tocca alla politica, alla buona politica, rimuovere questo tappo e incoraggiare una vera ripresa, quale si è già prodotta nei maggiori paesi con cui ci confrontiamo, stimolando la domanda interna e il salto tecnologico dell’offerta di beni e servizi. Meno tasse sulle imprese, sul lavoro, sugli immobili significano inevitabilmente meno spesa pubblica. La buona politica dovrà promettere con credibilità meno spese per garantire meno tasse.

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Ve lo dico alle sei/ Pensioni: assente difesa sostenibilità previdenziale su deroghe e relativa spesa

Con il collega Damiano abbiamo ipotizzato non certo di cancellare il collegamento tra aspettativa di vita ed età di pensione ma di rallentare l’automatismo per garantire una minima fase di transizione alle generazioni adulte e una riflessione su quelle più giovani. Purtroppo non si sono registrate analoghe reazioni di difesa della sostenibilità previdenziale nel momento in cui la politica ha voluto deroghe per esodati, precoci, “gravosi”, bancari, giornalisti ed altri, nonostante abbiano comportato impegni di spesa per circa venti miliardi. Più si segmentano i pensionandi, più si creano ingiustizie. La buona politica deve essere capace di coniugare sostenibilità finanziaria e sociale.

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Ve lo dico alle sei/ Equo compenso, assegnare al senato ddl avvocati per tutelare tutte le professioni

La presentazione da parte del governo di un ddl sull’equo compenso degli avvocati e’ cosa buona e giusta se verrà assegnato al senato e collegato con il ddl dedicato ad una remunerazione proporzionata di tutte le prestazioni professionali di cui è già iniziato l’esame. Nel più sta il meno anche se il ministro di giustizia ritiene gli avvocati meritevoli di tutele specifiche. Come ministro vigilante delle professioni ordinistiche si presume ritenga nondimeno necessario proteggerle tutte dalla concorrenza al ribasso che penalizza ancor più i loro clienti. Il PD poi si deve mettere d’accordo nel suo seno. La tutela delle professioni non può limitarsi agli appalti pubblici come sostiene il loro responsabile economico sottovalutando la incostituzionalità del diverso trattamento tra committente pubblico e privato. Ciò che conta è comunque il buon fine. Abbiamo poco tempo per dimostrare la buona volontà di tutti dopo gli errori di Bersani transitato così frettolosamente “from Marx to Market”.

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Ve lo dico alle sei/ Istat fotografa Italia rattrappita

La nota mensile dell’Istat fotografa un’Italia ancora rattrappita. Cresciamo ma molto meno degli altri in Europa e tra i Paesi industrializzati. Rimane bassa l’inflazione, non si riprende l’edilizia, l’industria e’ trainata solo dalla domanda estera, soccorre il turismo favorito dall’instabilità del Mediterraneo. L’occupazione e’ altalenante nella fascia bassa dei mercati del lavoro nell’Unione. Rimane irrisolta la liberazione della vitalità italiana dai vincoli regolatori e fiscali perché la sinistra e’ incapace di rimuoverli. Il centrodestra, che ha nelle sua identità la vocazione alla crescita e alla sicurezza, ha tuttavia il dovere di rinnovare la propria offerta politica a partire da una concreta promessa di riduzione delle spese per rendere credibile la riduzione delle tasse.

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Ve lo dico alle sei/ Padoan: nessun impegno su Irap, tassazione immobili e privatizzazione Tpl

Nella sua lunga intervista a Il Sole il Ministro dell’Economia non spiega la relazione tra la politica di bilancio di questi anni e la bassa crescita italiana. È incontrovertibile il peggioramento della composizione della spesa, cresciuta nella sua componente di parte corrente e crollata in quella in conto capitale. I maggiori margini dovuti alla politica della BCE e alla debolezza politica dell’Unione durante la crisi, sono stati sprecati con erogazioni elettorali e gli incentivi smodati ai contratti permanenti. Per il futuro appare debole o ambigua la proposta. Riduzione del costo del lavoro giovanile ma nessun impegno sull’Irap. Non una parola sulla eccessiva tassazione patrimoniale degli immobili che deprime l’edilizia. E per le privatizzazioni nessun impegno ad aggredire il buco nero del trasporto pubblico locale mediante gare senza il vincolo della clausola sociale. Se poi la grande idea e’ di passarlo al gruppo Ferrovie dello Stato, siamo in piena ripubblicizzazione.

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Ve lo dico alle sei/ Pensioni: pit stop sulle regole ed evitare misure elettorali

Le ipotesi di modalità più agevoli di riscatto del periodo di laurea, di una sorta di pensione di garanzia per il futuro, di misure per lo sviluppo della previdenza complementare, dimostrano quanto sia ancora aperto il tema di un modello previdenziale finanziariamente e socialmente sostenibile nel contesto del nuovo mercato transizionale del lavoro. La rigida riforma Fornero ha già dato luogo a varie deroghe che hanno comportato impegni di spesa per circa venti miliardi e hanno accentuato le disparità tra i lavoratori. Si conferma quindi l’esigenza di un “pit stop” delle regole previdenziali, inclusa la verifica degli oneri di un moderato rallentamento dell’innalzamento dell’età minima, affinché si evitino misure pericolose come le “pensioni garantite” e si individuino piuttosto modi con cui agevolare i versamenti volontari e il recupero di periodi non lavorati ma dedicati a scopi apprezzabili come la maternità, l’apprendimento, la cura del familiare disabile. Allo stesso tempo occorre rendere più flessibile la previdenza complementare affinché concorra a sostenere le fasi di attesa della pensione nell’assenza di reddito. È comunque necessaria una lettura d’insieme del nostro modello affinché non risulti ulteriormente deformato da provvedimenti elettoralistici.

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Ve le dico alle sei/ Malpensa-Linate: ora decidere su riforma scioperi.

Le agitazioni in corso negli aeroporti di Linate e Malpensa confermano le esigenze di rafforzamento delle tutele degli utenti. La nuova regolazione dello sciopero nel trasporto pubblico è purtroppo bloccata dalle incertezze del governo mentre la stagione turistica viene disturbata da azioni sindacali poco rappresentative ma sufficienti a creare disordine e disservizi. Ora è il tempo di decidere in tempi tali da consentire nella legislatura il completamento dell’iter del provvedimento.

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Ve lo dico alle sei/ ISTAT: mercato lavoro altalenante in fascia bassa Europa

Il mercato del lavoro italiano nella rilevazione di giugno si conferma altalenante nella fascia bassa dei Paesi europei. La minore disoccupazione è peraltro compensata dalla crescita degli inattivi specie nella età critica tra 25 e 34. La difficoltà di ingresso dei giovani è sostanzialmente inalterata. La popolazione occupata invecchia mentre continua a ridursi l’occupazione nell’area anagrafica di mezzo dei capifamiglia con familiari a carico. La modesta ripresa mensile degli occupati si lega all’economia turistica stagionale. La sola innovazione che ha certamente funzionato è stata la liberalizzazione dei contratti a termine che spero nessuno ora voglia irrigidire.

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