Author Archives: Maurizio Sacconi

Marchionne Selezione Stampa

Innovazione e conflitto, così Marchionne creò il miracolo Pomigliano

pubblicato su QN

Immagine ANSA

Ho incontrato Sergio Marchionnne per la prima volta con Roberto Maroni agli inizi del 2006. Egli aveva assunto la guida di Fiat da poco più di un anno e voleva realizzare un programma di razionalizzazione della forza lavoro del gruppo utilizzando anche una riedizione dei prepensionamenti. Noi avevamo da poco prodotto la riforma previdenziale per cui rispondemmo che non se ne parlava proprio. Pensai più tardi che egli, così estraneo alle nostre dinamiche politiche e sociali, poteva essere stato indotto a quella richiesta dai suoi collaboratori italiani secondo la migliore tradizione  delle ristrutturazioni senza conflitto anche se a carico del bilancio pubblico. Lo rividi  solo nell’aprile del 2010 in un incontro organizzato da quei due coraggiosi leader sindacali che sono stati Angeletti e Bonanni. L’approccio era radicalmente cambiato. Riteneva di avere un solido piano industriale per garantire nuovi prodotti a tutti gli stabilimenti con la sola eccezione di Termini Imerese. 

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Bollettino ADAPT Pensioni

Il mio canto libero/ Effetti disgregativi dal ricalcolo delle pensioni

da Bollettino Adapt

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L’ipotesi annunciata dal governo di ricalcolare retroattivamente le prestazioni previdenziali erogate anche da decenni merita una attenta considerazione. Gli effetti indotti potrebbero essere ben più diffusi rispetto alla platea dei diretti interessati. Già questa, peraltro, potrebbe allargarsi in misura significativa oltre le stime iniziali. Il primo annuncio fu riferito alle pensioni di importo superiore ai cinquemila euro netti. Con i successivi si è passati allo stesso importo ma “lordo” per poi giungere (per ora) ai quattromila euro lordi.

Siamo insomma già arrivati a comprendere in questa operazione le pensioni al di sotto dei tremila euro netti ed è nondimeno evidente che l’assunzione di principi equitativi non potrà che essere riferita a tutte le gestioni, a prescindere dalla loro sostenibilità. Se anche non lo proponesse il governo lo farebbe il Parlamento in una probabilissima rincorsa. Vi parteciperanno quindi tanto il pubblico impiego in tutte le sue articolazioni quanto le Casse Previdenziali private e privatizzate perché gestiscono previdenza primaria sostenuta da prelievi obbligatori.

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Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ Otri vecchi e vino nuovo

Risultati immagini per sacconiLa nuova legislatura si è aperta con la pretesa del governo di garantire la stabilità del lavoro attraverso la penalizzazione dei contratti a termine, una rinnovata incentivazione di quelli a tempo indeterminato, la assistenza ai disoccupati mediante i centri pubblici per l’impiego, l’introduzione di un “reddito di attesa” rispetto all’intervento salvifico di questi ultimi. Emblematicamente, la parola apprendistato non è stata ancora pronunciata. Sembra di assistere ad un dibattito già conosciuto e tarato sulla presunzione di una economia tendenzialmente stabile e di una nazione omogenea. La stagione del job act ha evidenziato limiti oggettivi, come i dualismi territoriali, ma la reazione non può essere il ritorno ad un tempo precedente per ragioni che si riferiscono innanzitutto ai cambiamenti reali intervenuti. Eppure la scorsa legislatura si è conclusa con l’approvazione unanime di un Rapporto della Commissione Lavoro del Senato che segnalava le profonde trasformazioni avviatesi nella società con l’ingresso delle nuove tecnologie al punto da produrre un mercato del lavoro caratterizzato da transizioni professionali continue, ovvero da insicurezze immanenti in assenza di vere politiche per l’occupabilita’. A quel Rapporto è seguito il recente documento di Assolombarda che muove da analoghe considerazioni e giunge alle stesse conclusioni. 

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Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ Il buon lavoratore e il buon datore di lavoro nelle PA

Nei giorni scorsi si è conclusa la ventottesima edizione del Forum PA, l’evento annuale dedicato ad una periodica osservazione e riflessione circa l’evoluzione delle pubbliche amministrazioni. L’incontro più partecipato, tra i moltissimi che si sono svolti, è stato quello dedicato al lavoro agile nella dimensione pubblica del quale si è detto insistentemente che non va confuso con il telelavoro né va costruito nel solo presupposto della migliore conciliazione tra tempi di lavoro e di vita. Mariano Corso, il docente del politecnico che da tempo monitora lo smartworking, ne ha parlato come del nuovo lavoro per risultati nel momento in cui l’organizzazione delle funzioni pubbliche può e deve radicalmente cambiare grazie alle tecnologie digitali. L’obiettivo del passaggio dalle prestazioni burocratiche, definite in base ai procedimenti e al vincolo spazio-temporale, al lavoro per fasi, cicli, obiettivi può concorrere ad accelerare il cambiamento. “Cittadinanza digitale”, smaterializzazione degli atti, servizi on line, interoperabilità e criterio ones only, big data sono gli elementi di una rivoluzione che ha già trasformato radicalmente gli istituti di credito da sempre ritenuti le attività profittevoli più simili alle amministrazioni pubbliche. 

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Contratti Lavoro

Contratti di comunità

Il segretario generale della Ugl Capone, sposando la contrattazione di prossimità, ha ipotizzato la costruzione di accordi tripartiti di comunità che dovrebbero coinvolgere organizzazioni rappresentative degli interessi e istituzioni in un determinato ambito territoriale. Lo sviluppo degli accordi di comunità favorirebbe la crescita delle economie locali e concorrerebbe alla ricostruzione del tessuto relazionale come del circuito della fiducia nei confronti delle istituzioni. Si tratta di intese che non hanno precedenti perché anche i patti territoriali di infausta memoria sembrano lontani dalle ipotesi discusse in un seminario a porte chiuse presso la sede della Ugl. Le ipotesi considerate partono infatti dal presupposto della disponibilità di tutti gli attori a concorrere ad obiettivi condivisi attraverso il conferimento di una parte di se’, a partire dalla disponibilità di superare le tradizionali rigidità di ogni funzione. Uno sforzo vero insomma e non la facile distribuzione di risorse pubbliche. Tutti i territori sono potenzialmente interessati ad impegni straordinari in questa stagione caratterizzata ovunque da pericoli di polarizzazione dello sviluppo. Anche attraverso il contributo di Adapt, rappresentato dal presidente Emanuele Massagli, sono state identificate i seguenti ambiti di negoziato:

 1)Politiche di attrazione degli investimenti: riduzione della tassazione regionale comunale su redditi e immobili, potenziamento di reti e servizi tecnologici, organizzazione di sistemi per lo smaltimento di rifiuti industriali, modalità efficaci di controllo del territorio per la sicurezza.

2) Reti locali per l’occupabilita: sinergie tra scuole, università, centri di formazione, servizi pubblici e privati per l’impiego, imprese, enti bilaterali, consulenti del lavoro

3) Politiche socio-sanitarie-assistenziali: promozione di servizi di cura all’infanzia, servizi territoriali alla cronicità, sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro integrata con ASL, assistenza e vigilanza sulla salute e sicurezza nelle imprese.

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Selezione Web

Il punto in tema di Lavoro nella legislatura appena conclusa

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Riportiamo a seguire un articolo di Maurizio Sacconi pubblicato sulla rivista Lavoro, Diritti, Europa, Rivista nuova di Diritto del Lavoro.

La legislatura da poco conclusa è stata caratterizzata da numerosi interventi normativi, non sempre coerenti tra loro e con la esigenza di massimizzare l’occupazione in una fase segnata dalla ripresa del commercio globale e dall’ingresso di tecnologie rivoluzionarie. I propositi iniziali sono stati condivisibili in quanto ispirati alla strategia europea della flex-security. Nella colonna della flessibilità si è certamente collocata la semplificazione dei contratti a termine con il superamento di ogni causale e l’allungamento del periodo massimo consentito. Dopo questo primo atto, il Governo ha proposto al Parlamento un programma ambizioso declinato attraverso più deleghe dedicate tanto ai profili della semplificazione regolatoria quanto agli istituti delle politiche attive e passive a sostegno della disoccupazione. Le deleghe sono state approvate con robuste integrazioni non sempre apprezzate se si pensa alla ipotesi inattuata della sostituzione dello Statuto dei Lavoratori con un più moderno testo unico. Dal mio punto di vista di relatore, i decreti delegati sono stati per lo più deludenti. Il Governo infatti, partito con l’intenzione di superare ogni pregiudizio ideologico per fare lavoro, si è presto arenato di fronte ai miti della “superiorità” del lavoro subordinato e del primato del contratto a tempo indeterminato in quanto sostenuto dalla tutela reale. Ha così riregolato la subordinazione della prestazione separandola rigidamente dalla autonomia attraverso il criterio della etero-organizzazione. E ciò nonostante lavoro dipendente e indipendente tendano ad avvicinarsi e confondersi nel nuovo assetto orizzontale della produzione indotto dalle tecnologie digitali. D’altronde non è forse rinvenibile la etero-organizzazione financo nel rapporto tra committente e professionista ordinistico? La stessa eliminazione delle collaborazioni a progetto è apparsa funzionale solo alla soddisfazione di pulsione ideologiche. Sono stato testimone dell’ingresso di questa fattispecie nell’ordinamento sulla base di una richiesta delle organizzazioni sindacali. Dopo un lungo periodo di abuso delle collaborazioni, queste chiesero la definizione di criteri utili all’attività ispettiva per qualificare correttamente le prestazioni ambigue. Biagi, immaginando che molti lavori si sarebbero realizzati per fasi e cicli pensò di soddisfare tanto la giusta esigenza dei lavoratori di essere tutelati da un improprio inquadramento autonomo quanto quelle dei datori di lavoro di avvalersi di collaboratori incaricati di uno specifico progetto fino al suo esaurimento o rinnovo. Continua a leggere qui 

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Bollettino ADAPT Lavoro

Il mio canto libero/ Consigli (non richiesti) a chi governerà

Il reddito da lavoro rappresenta la prima domanda della società. E questa si esprimerà anche nel caso di un ritorno al voto. Convergono sul futuro governo, qualunque sarà, le attese di giovani inoccupati spesso penalizzati da fragili percorsi educativi, di adulti involontariamente occupati a tempo parziale, di disoccupati di lungo periodo, di lavoratori autonomi impoveriti, di liberi professionisti costretti ad una concorrenza al ribasso, di piccoli imprenditori che arrancano con fatica e sono talora in attesa di pagamenti pubblici che non arrivano. Chi governerà non potrà cavarsela con piccoli “segnali” pur emblematici perché è così concreta la mancanza di reddito di molti, al nord come al sud, da non consentire risposte evasive o meramente assistenziali o rinviate all’esito incerto di grandi riforme. Per questa ragione, anche la promessa di massicce assunzioni nei centri per l’impiego, ove mantenuta, non darebbe la percezione di una soluzione.

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Adapt Bollettino ADAPT Centri per l'impiego

Il mio canto libero/ Programma Lega-M5S: si rivedono i centri per l’impiego



Le notizie circa il programma di governo della coalizione Lega-M5S confermano per il lavoro il ritorno alla centralità dei centri (pubblici) per l’impiego. Mentre il sostegno alla domanda di servizi liberamente scelti dai disoccupati attraverso l’assegno di ricollocamento rimane circoscritta a pochi, la scelta di allocazione delle risorse si orienta verso la offerta attraverso le nuove assunzioni nella pubblica amministrazione. Si è detto di un ritorno perché invero questa linea era stata affermata e praticata, anche con il monopolio, fino al momento in cui la riscontrata autoreferenzialita’ di questi servizi aveva fatto prevalere gli impulsi concorrenziali dal lato della domanda. La sensazione comunque è che l’approccio alle politiche attive sia quello tradizionale del soccorso straordinario, fondato sulla formale presa in carico pubblica del disoccupato, rispetto a quello degli ecosistemi formativi permanenti nei territori nel momento in cui le transizioni diventano continue. La collaborazione tra imprese, scuole, università, enti bilaterali corrisponde infatti al nuovo diritto del lavoratore di poter accedere alle fonti di apprendimento per migliorare conoscenze e competenze. A questo proposito suscita perplessità la previsione di percorsi scolastici idonei a produrre “nuove figure professionali” perché la velocità del cambiamento e’ tale da non consentire la stabile identificazione di mestieri.

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Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ A dieci anni dal testo unico sulla sicurezza troppo formalismo

Da Bollettino Adapt

Si “celebra” in questi giorni il decimo anniversario dall’entrata in vigore del testo unico in materia di salute e sicurezza nel lavoro. Si devono a Marco Biagi le prime bozze di una raccolta ordinata della pesante legislazione via via sedimentatasi nel tempo e costruita nel presupposto di una economia prevalentemente costruita sui paradigmi della seconda rivoluzione industriale.

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Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ Il coraggio della discontinuità per il Mezzogiorno

La questione meridionale si è riproposta prepotentemente con quel sondaggio perfetto che è il voto. La polarizzazione implicita nel salto tecnologico, i lunghi anni della depressione e una stagione di politiche indifferenziate che ha premiato i punti forti dell’economia nazionale, hanno accentuato il tradizionale divario territoriale che non ha eguali in Europa. In altri Paesi i differenziali socio-economici sono forse maggiori ma in nessuno l’estensione delle aree arretrate è così ampia. Si combinano ora il declino demografico, la fuga sistematica dei giovani, l’inefficienza istituzionale, i ritardi del sistema di istruzione, le carenze infrastrutturali, i condizionamenti della criminalità organizzata. L’assenza di una visione condivisa e di un conseguente progetto di sviluppo hanno riproposto una domanda assistenziale. Ci sono tutte le ragioni perché il Parlamento riproduca una formale inchiesta sulla condizione delle aree meridionali analoga a quella varata tra il 1875 e il 1876.

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