Author Archives: Maurizio Sacconi

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Ve lo dico alle sei/ Salvaguardare il pluralismo sindacale definendo i criteri della rappresentatività

Ieri con la Confsal nell’incontro con Parisi, oggi con la Ugl riunita a congresso abbiamo sottolineato la necessità di salvaguardare il pluralismo sindacale definendo con autoregolazione i criteri della rappresentatività.

 

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Ve lo dico alle sei/ La sostenibilità del welfare dipende dalla crescita non dalle promesse elettorali

L’odierno, annuale, rapporto di Itinerari Previdenziali evidenzia come la sostenibilità del nostro welfare dipenda soprattutto dal livello di crescita della nostra economia. L’allineamento dell’Italia alle maggiori economie europee collocherebbe nella media l’incidenza della nostra spesa previdenziale e renderebbe meno preoccupante il nostro futuro dal punto di vista del soddisfacimento dei bisogni assistenziali. Peccato che il confronto elettorale sia concentrato sulle promesse di generose distribuzioni della ricchezza piuttosto che sulle politiche per incrementarla.

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Ve lo dico alle sei/ Sicurezza: attenti ad indicare il precarizzatore professionale

Il rapporto dei servizi di sicurezza evidenzia il persistente pericolo rappresentato da gruppi che oggi si definiscono “anarco-insurrezionalisti”. Non si tratta certo di anarchici coscienti, forti di solide letture, ma di “antagonisti” incolti che esprimono rabbia sociale con particolare attenzione ai temi del lavoro. Come al solito la risposta non può essere solo “militare” ma deve provenire da tutto il tessuto democratico e istituzionale. Che dire allora quando la rabbia è alimentata dagli stessi protagonisti della politica democratica o dalle stesse grandi Tv generaliste, una parte delle quali addirittura pubbliche? Per chi ha vecchia confidenza con questo fenomeno vale una regola elementare che non deve essere mai dimenticata anche dopo averla sperimentata. Mi riferisco alla personalizzazione politica, all’individuazione di un precarizzatore professionale contro il quale scatenare una fatwa che alcuni possono raccogliere in termini di azione violenta. Il delitto di matrice politica ha avuto in Italia caratteristiche carsiche. Oggi può essere più raro ma la presenza di persone pronte a mettere a ferro e fuoco aree urbane e la rabbia propagata sui media e sulla rete possono insieme dar luogo ad una scintilla.

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Ve lo dico alle sei/ Il divario tra Lombardia e Lazio sulle politiche per il lavoro. E non solo

Nel prossimo quattro marzo si voterà contemporaneamente per il rinnovo del consiglio regionale di Lazio e Lombardia. Due regioni importanti ma tra loro molto diverse. E non solo per il tessuto economico e sociale. Da anni, tanto il governo politico della Lombardia è risultato efficiente quanto quello del Lazio particolarmente arretrato. La ragione di questo divario riguarda soprattutto la sanità, i rifiuti e le infrastrutture. Ma anche a guardar solo le politiche del lavoro e della formazione, la Lombardia ha introdotto per prima ed applicato diffusamente il cosiddetto assegno di ricollocamento, a disposizione di disoccupati e inoccupati per scegliere liberamente i servizi ritenuti più idonei per la ricerca di un posto di lavoro, a loro volta remunerati a risultato. Nel Lazio invece un’ottima assessore al lavoro è stata bloccata dalle caratteristiche della sua coalizione e dall’errore politico-istituzionale per cui non le è stata affidata la gestione della formazione. In conseguenza, da un lato l’assegno di ricollocamento non è stato adottato in modo sistemico e dall’altro l’impianto dei tradizionali enti di formazione è rimasto dominante. Insomma, l’offerta ha continuato a comandare sulla domanda.

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Ve lo dico alle sei/ La vera politica del lavoro si realizza non con le norme ma attraverso gli investimenti educativi e formativi

Il presidente di Confindustria Boccia ha ipotizzato un ambizioso piano di crescita che dovrebbe generare in cinque anni quasi due milioni di posti di lavoro. Non è un obiettivo impossibile. L’ostacolo principale sarà probabilmente la mancanza di stabilità politica e di un governo coeso di impronta liberale. Se poi è giusto auspicare che le riforme non siano continuamente rimesse in discussione, è altrettanto auspicabile sottoporle continuamente alla verifica delle conseguenze pratiche. E a questo proposito tanto il jobs act che la legge Fornero sulle pensioni meritano qualche aggiustamento. Non la cancellazione ma una solida manutenzione. Fermo restando che oggi la vera politica del lavoro si realizza non con le norme ma attraverso gli investimenti educativi e formativi nonché mediante relazioni industriali più moderne come hanno cominciato a fare i metalmeccanici.

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Ve lo dico alle sei/ Firmata convenzione tra Ministero della Salute e SIML in nome della prevenzione

Firmata oggi la convenzione tra il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il Presidente della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML), Professor Francesco Saverio Violante. La convenzione è stata definita da un processo istruttorio che è partito dalla constatazione che ogni anno circa dieci milioni di lavoratori sono sottoposti a sorveglianza sanitaria. Si tratta di un patrimonio straordinario per la politica generale della prevenzione. I luoghi di lavoro possono essere infatti idonei a realizzare non solo le attività di prevenzione legate ai rischi specifici o generali dell’impresa, ma anche ad attività di monitoraggio e di diagnosi precoce secondo un approccio olistico alla salute di ciascuna persona. La convenzione darà ora l’opportunità di monitorare e sollecitare le buone pratiche aziendali oltre a numerose altre iniziative.

Leggi qui la convenzione

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Ve lo dico alle sei/ Pensioni, aggiustamenti della legge Fornero per le donne

L’Ape volontaria è particolarmente onerosa e punitiva soprattutto per le donne non sostenute da un marito benestante. Le donne adulte all’atto di approvazione della riforma previdenziale hanno visto innalzata la pensione di vecchiaia di cinque o sei anni senza avere spesso l’anzianità contributiva per prestazioni anticipate. Esse possono così rimanere per anni senza pensione e senza salario. Un mirato aggiustamento della legge Fornero dovrebbe quindi essere dedicato alle donne adulte in termini di disciplina transitoria per un graduale innalzamento dell’età di vecchiaia.

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Ve lo dico alle sei/ Un passo indietro e due avanti

Care amiche, cari amici,

ho da tempo deciso di concludere la mia lunga esperienza parlamentare con la legislatura che si va esaurendo, nella quale ho guidato la Commissione Lavoro del Senato con risultati, dal mio punto di vista, alterni. Nella sua ultima fase ho cercato di aiutare il faticoso percorso di Stefano Parisi, unica vera novità nel complicato quadro politico dell’Italia, che cerca di ricostruire il nesso necessario tra cultura ed azione politica. Sono trascorsi quasi quarant’anni dall’inizio della mia attività istituzionale, interrotti solo dai quasi sette anni di esperienza professionale presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro di Ginevra, l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. Motivo sufficiente per un passo indietro. Desidero tuttavia dirvi che non verrà per questo meno il mio impegno civile dedicato in particolare ai temi del lavoro e del welfare. Lo proseguirò soprattutto nella qualità di Presidente degli Amici di Marco Biagi, l’associazione per la cultura riformista che concorsi a fondare nel 1994 sulla base del libro-manifesto “La tesi di Mario Rossi: le regole semplici della libertà responsabile (Marsilio, 1993). Marco ne faceva parte per cui quando morì nella consapevolezza del pericolo che correva, ritenemmo doveroso dedicargli la nostra attività di elaborazione e ricerca. Recentemente abbiamo pubblicato il Libro Bianco sul welfare redatto con Adapt e gli atti del convegno sulle relazioni industriali di prossimità che comprende il testo del Rapporto sul futuro del lavoro prodotto dalla Commissione Lavoro del Senato. L’associazione è ora impegnata a proporre al nuovo Parlamento un Libro Bianco intitolato “Reinventare lo Stato” e perciò dedicato alla trasformazione delle pubbliche amministrazioni in Italia. Io sto invece lavorando ad una pubblicazione sulle ampie possibilità oggi consentite alla contrattazione aziendale e territoriale. Un successivo approfondimento sarà rivolto allo sviluppo dei fondi integrativi di fonte contrattuale con particolare attenzione alla sanità e alla assistenza di lungo termine. Il blog www.amicimarcobiagi.com accompagnerà queste ed altre iniziative con una selezione di informazioni e commenti sugli stessi argomenti. Insomma, mi dedicherò alle cose che mi piacciono senza gli assilli della competizione politica. E senza rinunciare agli affetti e al riposo. Confido solo nella vostra attenzione critica affinché mi sia di aiuto e sprone come già molti di voi, con il loro vissuto, hanno ispirato le mie proposte parlamentari nel fecondo rapporto tra la norma e la realtà.

Un caro saluto a tutti!

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Ve lo dico alle sei/ Acea, un accordo consentito dall’art.8

Dopo l’accordo Acea il sindacato vanta altri accordi in deroga al jobs act. Secondo la Cgil sarebbero accordi di resistenza alla riforma del 2015. In realtà sono intese consentite dall’art.8 del dL 138/11 e dall’art. 51 del dlgs 81/15. Ovvero accordi di prossimità che confermano il nuovo orientamento delle relazioni industriali.

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Ve lo dico alle sei/ Ispettorato, un buon lavoro di intelligence

Alcuni mezzi di informazione hanno interpretato i risultati dell’ispettorato nazionale del lavoro come una statistica sulla regolarità delle imprese. In realtà, l’avere individuato irregolarità nel 65% delle aziende ispezionate significa che ai fini della programmazione ispettiva è stato svolto un buon lavoro di “intelligence” per individuare le attività più esposte al rischio della disobbedienza alle norme sul lavoro.

 

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