Author Archives: Maurizio Sacconi

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Ve lo dico alle sei/ Csc: percorso lungo di ritorno a livelli sviluppo pre-crisi.

Le pur rosee previsioni del Centro Studi di Confindustria disegnano un percorso lungo di ritorno ai già modesti livelli di sviluppo pre-crisi. Anche la Corte dei Conti ha ieri segnalato il persistente rattrappimento italiano che non consente processi di rientro dagli alti livelli di debito e di incremento dell’occupazione. Le ragioni sono riconducibili ad una cattiva qualità della spesa pubblica largamente dedicata a costi di autofunzionamento delle strutture pubbliche o a trasferimenti a famiglie intrappolate in un clima di sfiducia. Pesa inoltre sull’Italia una sfiancante imponderabilità del sistema giudiziario che rende precarie e non assicurabili le attività economiche. Si tratta quindi di cambiare drasticamente la composizione della spesa pubblica in modo da favorire gli investimenti e di porre finalmente rimedio al diffuso abuso di potere nella funzione giudiziaria. Si tratta di auspicare una solida inversione di tendenza perché altrimenti la bassa crescita o la stagnazione determineranno rottura della coesione sociale.

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Ve lo dico alle sei/ Lavoro, cresce poco grazie ai contratti a termine

I dati sul mercato del lavoro rilasciati da Ministero e ISTAT sono la conseguenza della persistente bassa crescita, di aspettative ancora incerte, della liberalizzazione dei contratti a termine. Cresce infatti moderatamente l’occupazione grazie alla occupazione a tempo determinato, mentre si segnala una ripresa dei contratti a chiamata in relazione alla cancellazione dei voucher. Peccato che non si siano voluti liberalizzare rispetto ai vincoli anagrafici, settoriali e contrattuali che ne limitano l’impiego. Mentre il lavoro si trasforma velocemente sulla base dei cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie, permangono segmentazioni giuridiche che non favoriscono la nuova occupazione.

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Ve lo dico alle sei/ Banche venete: debole conduzione politica

Probabilmente, al punto cui siamo giunti, non vi sono soluzioni alternative a quella individuata con il gruppo Intesa. Trovano tutela i depositi, l’economia reale e, forse, i titolari di obbligazioni. Non sono tutelati azionisti e dipendenti anche in ragione della forte sovrapposizione tra le due reti commerciali. Rimane l’amaro in bocca del tempo perduto inutilmente e delle opportunità sprecate in un declino progressivo tutt’altro che inesorabile. Debole è stata soprattutto la conduzione politica nel rapporto con Francoforte e Bruxelles, con le due grandi banche cui era stato affidato una sorta di tutoraggio dei due istituti veneti subito dopo la loro crisi, con il più generale “sistema” che si è rivelato incapace di una soluzione “spagnola”.

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Ve lo dico alle sei/ Inps: confusione dati, troppi contratti precari

Continua la confusione sui dati relativi al mercato del lavoro. Solo i dati statistici dell’Istat fotografano la situazione complessiva. Quelli forniti dall’Inps sono invece dati amministrativi per cui più assunzioni possono corrispondere alla stessa persona soprattutto se i contratti sono a termine. Anzi, la grande dimensione di contratti precari testimonia le persistenti incertezze che limitano la nostra modesta crescita. Dobbiamo quindi mettere in sicurezza l’Italia per poter crescere di più. Ciò riguarda soprattutto la stabilità bancaria e la riduzione del debito pubblico.

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Ve lo dico alle sei/ Lavoro: detassare salari aziendali fino a 6000 euro.

Nei due convegni odierni promossi da ABI e Federmeccanica emergono i cambiamenti in corso nelle relazioni industriali. Contratti nazionali leggeri e protettivi ma condivisione dei modi con cui accompagnare il salto tecnologico in azienda e nei territori. In una grande banca si è arrivati a definire un lavoro ibrido a cavallo tra autonomia e subordinazione perché ormai si lavora a risultato. Tutti dovranno essere tutelati dal diritto al continuo apprendimento e da prestazioni sociali integrative. Questi nuovi processi avrebbero bisogno di un maggiore sostegno fiscale. Da un lato una interpretazione estesa delle prestazioni sociali non tassate e, dall’altro, una più ampia detassazione del salario di produttività fino ai 6000 euro vigenti dal 2008 al 2011. In questo modo crescono i salari, il loro potere d’acquisto, la produttività.

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Ve lo dico alle sei/ Scioperi: Commissione Garanzia chiede comunicazione anticipata adesione individuale.

La relazione del presidente della Commissione di Garanzia è largamente condivisibile perché segnala l’esigenza di una riforma della vigente regolazione soprattutto con riferimento all’obiettivo di una migliore tutela degli utenti dei servizi di trasporto. Al di là di soglie minime di consenso per la proclamazione dello sciopero e della attuazione dei criteri di rappresentatività, e’ fondamentale garantire agli utenti una piena informazione sui servizi funzionanti. La Commissione sposa la tesi della comunicazione anticipata della adesione individuale e della revoca collettiva così da consentire la programmazione e informazione circa i servizi. Utili infine le indicazioni per un maggiore potere di conciliazione ex ante della stessa Commissione.

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Ve lo dico alle sei/ Scioperi: Pd ferma iter leggi di riforma

Si conferma faticoso il percorso dei disegni di legge rivolti a contemperare in modo più efficace il diritto allo sciopero con quello alla mobilità. Nella odierna seduta congiunta delle Commissioni lavoro e affari costituzionali del Senato il gruppo del Pd ha contestato la ripresa dell’esame dei ddl e chiesto il rinvio della trattazione. La riunione era stata convocata dai due Presidenti in relazione alle dichiarazioni con cui il ministro Del Rio aveva sollecitato una riforma della regolazione su iniziativa parlamentare segnalando come i lavori si fossero interrotti da mesi. Sembrano insomma permanere nel Pd le ragioni di questa lunga fase sospensiva nonostante il venerdì nero dei trasporti abbia dimostrato come piccole organizzazioni sindacali possano, con il solo effetto annuncio, paralizzare i mezzi di trasporto nel pieno della stagione turistica. Auguriamoci un tempestivo ripensamento del Partito democratico.

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Ve lo dico alle sei/ Scioperi: domani riprende esame ddl per maggiore tutela utenti trasporti

Domani pomeriggio riprende presso le Commissioni Lavoro e Affari Costituzionali l’esame dei ddl di riforma del diritto di sciopero nei servizi di trasporto. Si dovrebbe concludere così la fase della discussione generale cui seguiranno le repliche dei relatori e del governo e la presentazione del testo unificato con la conseguente possibilità di presentare emendamenti. Se governo e maggioranza confermano il loro interesse ad una maggiore tutela degli utenti, sarà possibile approvare un testo delega in tempi brevi. Decisive saranno le disposizioni utili a contrastare l’interruzione dei servizi ad opera di sindacati minori con il solo effetto annuncio. La conoscenza anticipata degli aderenti allo sciopero e della eventuale revoca consentirà di informare con certezza gli utenti. Nello stesso provvedimento sarà opportuna una regolazione riferita anche al fermo dell’autotrasporto perché anche in questo caso si deve tenere conto contestualmente del diritto alla mobilità.

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Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore

I professori Nannicini e Leonardi hanno utilmente avviato su questo giornale una riflessione sul modo migliore di tutelare i lavoratori nelle crisi aziendali. Gli straordinari cambiamenti indotti dal salto tecnologico nei modi di produrre hanno tuttavia evidenziato come i mercati del lavoro siano caratterizzati da transizioni professionali ricorrenti e perciò bisognose non tanto di saltuarie attività di ricollocamento quanto di permanenti ed efficaci opportunità per tutti di apprendimento da fonti formali, informali, non formali. La occupabilità di una persona si produce infatti come conseguenza di una buona educazione e del continuo aggiornamento delle sue abilità e competenze. In Italia il problema della riqualificazione dei lavoratori è poi amplificato dalla grande dimensione delle cosiddette competenze intermedie, tipiche delle attività ripetitive nelle tradizionali manifatture, come tali destinate a progressiva sostituzione.

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Ve lo dico alle sei/ Pensioni: disporre transizione anagrafica, opzione donna e incentivi ai datori di lavoro

Le notizie relative al decreto che dovrebbe allungare l’età di pensione in relazione all’incremento dell’aspettativa di vita ripropone la necessità di una riflessione sulle rigidità della riforma Fornero che ha sommato la base anagrafica più elevata nei Paesi industrializzati con la dinamica collegata all’invecchiamento. Sarebbe opportuno sterilizzare questo ulteriore innalzamento in una fase transitoria o quantomeno tutelare la componente femminile riproponendo il programma “opzione donna”. Più in generale sarebbe utile incentivare maggiormente le forme di sostegno dei datori di lavoro nelle fasi di attesa della prestazione pensionistica.

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Ve lo dico alle sei/ Scioperi: Renzi sblocchi Del Rio e si approvi la legge di regolazione.

Di fronte agli irresponsabili scioperi indetti di venerdì nel mezzo della stagione turistica potremmo finalmente riprendere l’esame dei disegni di legge, uno dei quali a mia prima firma (il testo del ddl sugli scioperi), che migliorano le regole con riferimento alla tutela degli utenti dei servizi di pubblico interesse. Si ipotizza in particolare un sufficiente consenso per la proclamazione dello sciopero e soprattutto l’obbligo di adesione preventiva dei lavoratori e di comunicazione anticipata della revoca così da informare gli utenti sui servizi che certamente saranno operativi. Se Renzi vuole la legge sblocchi il suo ministro Del Rio che dopo una prima condivisione ha fermato il provvedimento mesi or sono. Diritto di sciopero e diritto alla mobilità sono entrambi tutelati dai principi costituzionali ma il loro equilibrio, come vediamo anche oggi, non è garantito.

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