Author Archives: Gabriele Fava

Pensioni

La strada per evitare l’aumento dell’età pensionabile

Nell’ultimo periodo continuano a susseguirsi indiscrezioni circa l’innalzamento dell’età pensionabile e dei conseguenti interventi che potrebbero essere adottati al fine di scongiurare tale innalzamento. Al di là della confusione generata dai recenti proclami politici, la situazione normativa è la seguente. La cosiddetta “manovra 2009” (art. 22ter, comma 2, D.L. 78//2009 conv. in L. 102/2009), con l’intento di mettere a punto delle misure stabili di contenimento della spesa previdenziale, ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico un meccanismo permanente di adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

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Il commento Industry 4.0 Istruzione

La rivoluzione per far bastare il pezzo di carta

Ancor prima di poter parlare di digitalizzazione e robotizzazione delle imprese, l’aspetto più importante affinché l’Industry 4.0 possa realmente rappresentare un’opportunità per il nostro Paese è la creazione di competenze professionali allineate con le nuove esigenze di mercato. Competenze che, necessariamente, dovranno essere sviluppate, da un lato, attraverso appositi percorsi di istruzione secondaria e, dall’altro, mediante efficaci percorsi di orientamento che sappiano indirizzare i giovani verso facoltà universitarie che siano adeguate in relazione alle esigenze di mercato derivanti dall’avvento dell’Industry 4.0.

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Alle Sei

L’errore del Jobs Act da non ripetere con Industria 4.0

Industry 4.0, digitalizzazione e welfare: sono queste le principali tematiche affrontate in occasione dell’evento “Il lavoro che cambia –digitalizzazione, automazione e futuro del lavoro”, organizzato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali lo scorso 22 giugno, al fine di promuovere l’instaurazione di un dialogo costruttivo sulle principali sfide occupazionali che l’Italia dovrà fronteggiare nei prossimi anni. Uno degli argomenti di riflessione più sfidanti riguarda principalmente gli impatti dell’industry 4.0 nel mercato del lavoro, su cui è necessario intervenire con più urgenza. Difatti, è in atto una vera e propria quarta rivoluzione industriale che, implementando nuove tecnologie alle tecniche produttive oggi in uso, cambierà radicalmente l’attuale modo di concepire e di applicare la produzione. Tuttavia, come correttamente rilevato in occasione del forum, l’avvento dell’Industry 4.0 può rappresentare un’opportunità di “reinventare” il mercato del lavoro.

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Industria 4.0

Industria 4.0: la sfida per non perdere altri posti di lavoro

Il tema della digitalizzazione delle imprese italiane, anche alla luce dei nuovi trend globali, è sempre più al centro delle riforme di politica industriale. L’Industry 4.0 si presenta come una quarta rivoluzione industriale che, grazie all’applicazione di nuove tecnologie (quali big data, cloud computing, realtà aumentata, stampa in 3D per citarne alcune) alle tecniche produttive oggi in uso, cambia radicalmente l’attuale modo di concepire la produzione. Quello che, tralasciando gli slogan e le promesse degli ultimi periodi, sembra non sia stato ancora pienamente valutato è l’impatto che una tale rivoluzione avrà sul mercato del lavoro. Quali nuove professionalità saranno necessarie e quali, invece, potrebbero essere destinate a sparire nel breve periodo? Quali strumenti occorrerà predisporre per cogliere appieno i benefici della quarta rivoluzione industriale? Sarà necessario rinnovare profondamente le attuali dinamiche contrattuali?

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Direttive Distacco transnazionale Il commento

Distacco transnazionale: indicazioni dell’Ispettorato

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Sonia Di Lorenzo

L’ Ispettorato Nazionale del Lavoro con  la Circolare n.1 del 9 gennaio 2017, ha fornito alcuni chiarimenti applicativi in merito al Decreto Legislativo n. 136/2016. Tale decreto, dando attuazione alla direttiva n. 2014/67/UE (c.d. Enforcement), ha ridefinito la disciplina del distacco transnazionale con l’obbiettivo precipuo di  impedire e contrastare la pratiche  illegali  messe di frequente in atto  da quelle imprese che traggono indebito vantaggio dalla libera prestazione di servizi.  A seguire i punti più rivelanti della circolare.

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Controlli Il commento Videosorveglianza

Videosorveglianza tra accordo, autorizzazione, controlli ispettivi e sanzioni

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Sonia Di Lorenzo

digitalizzazioneIl Ministero del lavoro con la nota 1241 del 1° giugno 2016 ha espresso un primo parere sui contenuti del comma 1 dell’art. 4 della legge n. 300/1970, modificato dall’art. 23 del decreto legislativo n. 152/2015.
L’installazione di un impianto di videosorveglianza non può avvenire in assenza di uno specifico accordo con le organizzazioni sindacali o, in mancanza di esso, della autorizzazione rilasciata da parte della Direzione del Lavoro territorialmente competente.
Potranno essere installati ed utilizzati esclusivamente:
– per esigenze organizzative e produttive,
– per la sicurezza del lavoro,
– per la tutela del patrimonio aziendale.
La nota chiarisce il comportamento dell’ispettore che accerti l’installazione e l’impiego illecito di impianti audiovisivi per finalità di controllo a distanza dei lavoratori in orario di lavoro.

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Giurisprudenza Il commento Social network

Sfoghi sui social network: nuovo monito per i lavoratori!

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Luigia Scalfaro

È di pochi giorni fa una sentenza del Tribunale del Lavoro di Parma che, in qualche modo, torna sul tema della utilizzabilità delle informazioni acquisite attraverso i social network, anche a fini disciplinari. La pronuncia in questione ha destato grande interesse, specie in un momento in cui – all’indomani della riforma dell’art. 4 St. Lav. – si fa ancora un gran parlare del potere del  datore di lavoro di controllare a distanza i propri dipendenti e dei suoi limiti.Nel caso in esame il Giudice emiliano, con ordinanza del 16 maggio scorso, ha ritenuto lecito il licenziamento per giusta causa operato da una grande azienda del settore della distribuzione alimentare nei confronti di un suo vice-capo reparto, reo di avere pubblicato attraverso Facebook il proprio disprezzo nei confronti del datore di lavoro.

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Distacco Lavoratori Il commento

Nuove norme su distacco internazionale: giro di vite contro il dumping intracomunitario

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Emanuele Licciardi

Lo scorso 15 aprile, nel corso della seduta n.112, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo Schema di Decreto Legislativo attraverso il quale, dando attuazione alla direttiva n. 2014/67/UE, viene ridefinita la disciplina del distacco transnazionale. Tale intervento è finalizzato a contrastare le pratiche di dumping messe di frequente in atto da agenzie del lavoro normalmente localizzate in Paesi comunitari aventi un grado di protezione dei diritti dei lavoratori (e un conseguente costo del lavoro) minore rispetto a quanto previsto in Italia.

A seguire i punti salienti del provvedimento.

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Il commento Pensioni

Contratto di lavoro a tempo parziale agevolato per pensionabili

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Roberto Parruccini

older_workerCon il Decreto Interministeriale del 13 aprile 2015 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla possibilità, da parte del lavoratore, di trasformare il rapporto di lavoro da full-time a part-time in prossimità dell’età pensionabile. Tale provvedimento consente ai lavoratori dipendenti del settore privato di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con riduzione dell’orario di lavoro in misura compresa tra il 40 ed il 60%, con corresponsione mensile, da parte datoriale, di una somma pari alla contribuzione previdenziale ai fini pensionistici a carico del datore di lavoro relativa alla prestazione lavorativa non effettuata e con riconoscimento della contribuzione figurativa commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata in ragione del contratto di lavoro a tempo parziale agevolato.

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Il commento Jobs Act

Jobs Act: una falsa pretesa di riforma del lavoro?

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Sara Gastaldi

iStock_000011070590XSmallDi riforma del mercato del lavoro si è molto parlato in quest’ultimo periodo ma, alla luce degli indicatori occupazionali, in maniera decisamente impropria e poco lungimirante. Gli ultimi interventi legislativi portati dal Jobs Act non hanno risolto il problema del mercato del lavoro e non si intravede, in un prossimo futuro, una concreta prospettiva di miglioramento. Sono stati di recente diffusi dall’Inps i dati sui contratti di lavoro che evidenziano, a febbraio 2016, un rallentamento complessivo delle assunzioni. La flessione è dovuta, essenzialmente, alla riduzione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato.

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