Author Archives: Redazione

DEF 2017 Economia Istat

Def 2017: la memoria dell’audizione ISTAT

Segnaliamo a seguire l’audizione del Dott. Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica dell’ISTAT, tenutasi nella giornata di ieri dinanzi alla Commissioni Bilancio Congiunte di Camera e Senato sul Documento di Economia e Finanza 2017. In questa audizione sono stati illustrati dapprima gli andamenti del ciclo economico internazionale e l’evoluzione recente dell’attività economica nel nostro Paese. Successivamente, è stato presentato il quadro degli obiettivi di finanza pubblica così come emerge dal  DEF e sono state proposte, infine, alcune valutazioni sul tema degli investimenti e del lavoro giovanile, temi trattati nel ‘Programma Nazionale di Riforma’.

Leggi la memoria dell’ISTAT

Continua a leggere
Appalti lavoro intermittente voucher

Il ddl Sacconi su lavoro breve, intermittente e responsabilità solidale appalti

Il totale accoglimento, con un provvedimento di necessità ed urgenza finalizzato ad evitare la consultazione referendaria, delle abrogazioni proposte dai quesiti in materia di buoni per lavori occasionali e di responsabilità solidale negli appalti impone al legislatore una più meditata regolazione. In particolare, la abrogazione di tutte le disposizioni relative ai buoni prepagati ha lasciato un vuoto che deve essere tempestivamente riempito con una strumentazione analogamente semplice e conveniente ai fini della regolarizzazione degli spezzoni lavorativi altrimenti condannati alla sommersione. Si propongono due vie complementari per la agevole regolarizzazione delle prestazioni occasionali, il Lavoro Breve e il Lavoro Intermittente “liberalizzato”, prevalendo la convenienza del secondo nel caso di lavori saltuari ma ricorrenti con gli stessi prestatori, soprattutto se in misura maggiore a quella consentita per il lavoro breve.

Continua a leggere
Audizioni DEF Istat Mercato del lavoro

Def: Istat, mercato lavoro ancora sfavorevole per fascia età 25-34 anni

I dati Istat segnalano “una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni”. Lo rileva il direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Roberto Morducci, nella audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera. L’Istat ha confrontato per questa classe di età “i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti”. Da questa analisi risulta che “il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo. La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%)”.

Continua a leggere
Industria 4.0 Selezione Stampa

Oltre i robot, un mondo che cambia

Riportiamo a seguire l’articolo di Francesco Seghezzi, Responsabile comunicazione e relazioni esterne di Adapt, pubblicato su Il Foglio il 16 aprile 2017.

È ormai chiaro che un nuovo spettro si aggira per il mondo e non solo. Non si tratta del comunismo, ma dell’algoritmo, e più in generale della tecnologia e delle sue conseguenze sul mondo del lavoro. C’è poco di nuovo in questo incubo contemporaneo, tanto che si potrebbero riempire manuali analizzando le teorie a riguardo elaborate negli anni dagli economisti. Come spesso accade il tema sta generando uno scontro dialettico tra le posizioni di chi vede imminente la fine del lavoro e chi vede nella tecnologia una possibilità di rinascita, se non di liberazione dell’uomo dal lavoro e dal suo peso. Un dibattito che, in assenza della possibilità di effettuare previsioni serie e realistiche per il futuro, non fa che essere alimentato giorno dopo giorno da pubblicazioni e report più o meno fondati metodologicamente, in cui spesso vengono prese in considerazione le brevi conclusioni più che i contenuti. Da un lato coloro che cercano di calcolare quali e quanti posti di lavoro si perderanno, dall’altro chi sostiene, quasi fideisticamente, che l’aumento complessivo di posti di lavoro avvenuto dopo ogni rivoluzione tecnologica non mancherà di arrivare anche in questo caso. Il limite del dibattito però sembra essere nel fatto che mentre si combatte la guerra dei numeri, dell’allarmismo o dell’ottimismo i processi socio-economici non si fermano. E soprattutto non si fermerebbero neanche se si pensasse di aver una risposta definitiva sulle previsioni.

Continua a leggere
Licenziamenti Selezione Stampa

Fatto (in)sussistente, alla giurisprudenza l’onere della chiarezza

La riforma dei licenziamenti individuali ha comportato notevoli incertezza sulla opzione tra reintegrazione e indennità. Giurisprudenza e dottrina hanno avuto inizialmente difficoltà a concepire che un atto unilaterale invalido potesse provocare una condanna meramente indennitaria e non il ripristino dello stato originario mediante la prosecuzione del rapporto di lavoro ma sembra esserci un cambio di rotta. Pubblichiamo a seguire l’articolo di Raffaele De Luca Tamajo pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore.

La riforma dei licenziamenti individuali (legge 92/2012 e decreto legislativo 23/2015) è stata portata a temine senza eccessivi conflitti sociali, ma ha innescato notevoli incertezze applicative. Il faticoso compromesso politico alla base ha introdotto un delicato spartiacque tra la sanzione reintegratoria e quella meramente indennitaria del licenziamento illegittimo, spartiacque imperniato sulla controversa nozione del “fatto (in)sussistente”.

Continua a leggere
voucher

Voucher: i luoghi comuni e le soluzioni che ancora non ci sono

Riportiamo a seguire l’articolo di Jole Vernola, Direttore centrale delle Politiche del Lavoro e del Welfare Confcommercio, pubblicato sul sito di Nuovi Lavori

La caccia alle streghe è finita. La strega è stata sconfitta. I Voucher sono stati cancellati. Non sono invece cancellate quelle attività occasionali, presenti anche nelle imprese, per le quali veniva utilizzato il Voucher. A nulla è valso il richiamo al reale impatto economico del lavoro accessorio, che rappresenta solo lo 0,23% del totale del costo lavoro in Italia, certificato dalla “Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione” del Ministero del Lavoro, Istat, Inps e Inail, né la revisione dei controlli con l’introduzione della tracciabilità. Il vuoto normativo che si è generato in assenza di strumenti alternativi, le cui conseguenze emergono con evidente chiarezza in questi giorni, rappresenta purtroppo un esempio negativo di come la legislazione, che dovrebbe basarsi sulla realtà, rischia di essere condizionata da fattori esterni. Il Governo ha preso l’impegno di intervenire, ma come e in quali tempi non è ancora chiaro.

Continua a leggere
Fisco OCSE

Ocse, cuneo fiscale Italia al 47,8% nel 2016, 12 punti oltre media

La pressione fiscale sui salari in Italia ha accennato a un calo nel 2016, ma è rimasta abbondantemente sopra la media dei Paesi industrializzati, tanto da rendere ancora più penalizzante la posizione della Penisola nel confronto internazionale. A scattare la fotografia della tassazione sul reddito da lavoro è l’Ocse nello studio annuale ‘Taxing Wages’ che passa al setaccio il peso di imposte e contributi sui salari nei 35 Paesi membri. Il cuneo fiscale – cioè la differenza tra il costo del lavoro e lo stipendio netto pagato al dipendente – per il lavoratore ‘single’ senza figli in Italia era pari al 47,8% lo scorso anno, in calo di 0,08 punti sul 2015, ma sempre molto distante dalla media Ocse che è del 36% (-0,07 punti). Per una famiglia monoreddito con due figli, il cuneo risulta del 38,6%, con una riduzione di 0,1 punti, contro una media Ocse del 26,6%. L’Italia è quinta tra i Paesi avanzati per il peso di tasse e contributi sui lavoratori ‘single’, mentre era sesta nella graduatoria dello scorso anno ed è terza nel caso delle famiglie monoreddito, mentre era quinta. La graduatoria nel primo caso è capeggiata dal Belgio con un cuneo fiscale del 54%, davanti a Germania (49,4%), Ungheria (48,2%) e Francia (48,1%). La Spagna è quindicesima con il 39,5%, gli Usa 25esimi con 31,7% e precedono Canada e Gran Bretagna (30,8%).

Continua a leggere
disoccupazione OCSE

Ocse: disoccupazione stabile a 6,1%, Italia giù all’11,5%

Disoccupazione stabile nell’area Ocse: a febbraio al 6,1%. Nell’intera area, si legge in una nota, i disoccupati sono 38 milioni, 5,4 milioni di persone in più in più rispetto all’aprile 2008, “prima della crisi”. Il tasso è sceso di 0,1 punti nell’Eurozona, al 9,5%, con i maggiori cali in Lettonia, Spagna e Italia, che sono al primo e secondo posto nella classifica dell’organizzazione, dalla quale mancano i dati aggiornati di diversi Paesi, fra i quali ad esempio la Grecia.

Continua a leggere
Consulenti del lavoro voucher

Consulenti del Lavoro: l’indagine sull’utilizzo dei voucher

Pensionati, lavoratori dipendenti e disoccupati sono i principali utilizzatori dei voucher. Il mondo delle imprese, invece, è coinvolto solo per un terzo dell’intero volume di ore lavorate dai voucheristi. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sui dati Inps che impone una riflessione politica urgente per evitare che tutti questi soggetti alimentino lavoro sommerso reso visibile proprio grazie all’utilizzo dei voucher. Inoltre, i tre maggiori utilizzatori dei buoni lavoro oggi non possono che essere occupati “occasionalmente” solo tramite uno strumento normativo con le caratteristiche simili al voucher. Questo perché il loro status principale risulta incompatibile o non conveniente rispetto ad un rapporto di lavoro dipendente di tipo tradizionale. Allo stato attuale, neanche il lavoro intermittente “modificato” sarebbe utile, poiché destinato all’utilizzo da parte di aziende, cioè da parte soggetti che non hanno utilizzato i voucher in maniera prevalente come inizialmente sostenuto dai principali detrattori. Nell’approfondimento della Fondazione Studi viene analizzato il quadro normativo attuale, che non vede valide alternative al lavoro occasionale, e gli effetti dell’abrogazione dei voucher su imprese e famiglie.

Continua a leggere
Coldiretti voucher

Coldiretti, voucher in agricoltura scendono a 1% del totale

L’impiego dei voucher in agricoltura scende al minimo di appena l’1,09% del totale a seguito della progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio che è andata di pari passo con l’aumento della vendita dei voucher. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati dell’Osservatorio sul lavoro accessorio dell’INPS relativi ai primi sei mesi del 2016 nel sottolineare che i voucher sono stati introdotti inizialmente sperimentalmente per la vendemmia nel 2008 ha perso radicalmente la sua connotazione agricola.

Continua a leggere
Istat Occupazione

Istat, disoccupazione in calo all’11,5% ma aumentano gli inattivi

A febbraio 2017 la stima degli occupati è stabile rispetto a gennaio, mantenendosi su livelli prossimi a quelli dei quattro mesi precedenti. Nell’ultimo mese cresce il numero di donne occupate e cala quello degli uomini. L’occupazione aumenta tra gli ultracinquantenni e diminuisce nelle restanti classi di età. Sale il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile al 57,5%. Nel periodo dicembre-febbraio si registra una lieve crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +14 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti a termine. L’aumento riguarda le donne ed è particolarmente accentuato tra gli ultracinquantenni.

Continua a leggere
1 2 3 165