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Ocse, Jobs act: ora serve rete di sicurezza sociale più estesa

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E’ netto il giudizio dell’Ocse nel capitolo dedicato al nostro paese del rapporto Going for Growth 2015, appena diffuso. L’Italia presenta cuneo fiscale “troppo alto per i salari più bassi”, un elemento che si abbina a un sistema fiscale troppo complicato cui si aggiunge una evasione fiscale elevata. L’organizzazione riconosce i “primi passi mossi nel 2014 dal governo per riforme ambiziose in diversi settori, soprattutto quello del mercato del lavoro”. In dettaglio, si sottolinea, il Jobs Act “ha eliminato la maggior parte dei limiti all’utilizzo dei contratti a breve termine per un totale di tre anni” e dà mandato al governo di “introdurre una serie di riforme potenzialmente importanti entro la metà del 2015”.

Suggerendo che il provvedimento venga accompagnato da “una rete di sicurezza sociale piu’ estesa e dallo sviluppo di politiche del mercato del lavoro attive” l’Ocse evidenzia la necessità di “ridurre la dualità del mercato del lavoro” – che presenta un livello di tutela “molto alto” per alcune categorie contrattuali e una rete di sicurezza sociale “relativamente frammentata” – incrementando la flessibilità sia sul fronte delle assunzioni che dei licenziamenti.

Sul fronte fiscale l’Ocse segnala le “frequenti modifiche alla tassazione sugli immobili”, con relative “instabilità e incertezza”: di qui l’invito all’Italia ad “abbassare le distorsioni e gli incentivi a evadere riducendo le elevate aliquote nominali e abolendo numerose voci di spesa”. L’organizzazione invita infine a “ridurre l’instabilità della legislazione fiscale evitando misure provvisorie” e “confermando l’impegno a evitare le sanatorie fiscali”.

Qui è disponibile la country note sull’Italia del Rapporto OCSE Going for Growth 2015

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