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Le 100 università migliori al mondo: mancano le italiane

Secondo i World Reputation Rankings 2016 del Times Higher Education, le università americane battono la vecchia Europa per quanto riguarda la formazione universitaria (43 gli atenei americani presenti contro i 31 europei). Nella classifica dei cento atenei più prestigiosi del mondo, si fanno inoltre spazio le università asiatiche mentre non figurano affatto gli atenei italiani, senza grandi sorprese se si considerano le classifiche dell’Istituto riferibili agli anni precedenti. L’indagine ha utilizzato i dati delle Nazioni Unite ed è stata condotta in 133 paesi tra gennaio e marzo 2016, con un totale di 10.323 risposte circa l’eccellenza nella ricerca e nell’insegnamento fornite da selezionati panel di accademici con comprovati trascorsi di pubblicazioni.

Le risposte hanno coinvolto trasversalmente tutte le discipline: fisica (16 per cento delle risposte), seguita da scienze sociali (15 per cento), studi e l’ingegneria (14 per cento di risposte), economia e commercio (13 per cento), arte e studi umanistici (9 per cento) e informatica (5 per cento). I dati dell’indagine saranno utilizzati insieme a 11 indicatori per contribuire a creare la classifica mondiale 2016-17, che sarà pubblicata a settembre 2016.

Le prime posizioni sono dominate dagli atenei americani. Al numero uno della classifica si conferma l’università di Harvard, seguita dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston e dalla Stanford University. Tra i primi dieci posti, i nomi degli atenei europei compaiono solo alla quarta e quinta posizione (rispettivamente occupate dagli atenei inglesi di Cambridge e Oxford). In fondo alla top ten ci sono, infine, nuovamente le prestigiose università americane della Ivy League (Berkeley, Princeton, Yale e Columbia).

Tra i paesi europei che spiccano per la reputazione dei propri atenei, il Regno Unito si attesta al primo posto con ben 10 atenei in classifica, seguita da Germania, Olanda e Francia con cinque università. Presenti anche Svezia (Università di Karolinska e Lund), Svizzera (Università di Zurigo e Losanna) e Belgio (Università di Liegi).

Australia e Canada peggiorano rispetto alle classifiche degli anni precedenti, con solo tre università nell’elenco e non rientrando nella top 20. Cresce, invece, l’importanza degli atenei asiatici, con 18 università in classificano dislocate in Giappone (con l’Università di Tokyo che figura già in 12esima posizione) o in Cina (con la prestigiosa Tsinghua University di Pechino al 18esimo posto). Presenti anche i BRICS, con le università russe di Mosca e San Pietroburgo e l’università di San Paolo del Brasile, anche se molto bassa in classifica.

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