AMB Consiglia pubblica amministrazione

REINVENTARE LO STATO – Presentazione del rapporto sulle PA in Italia

Vi aspettiamo il prossimo 2 ottobre alla presentazione del rapporto sulle PA in Italia “Reinventare lo Stato” con i Ministri Giulia Bongiorno e Giovanni Tria, il nostro Presidente dell’Associazione Maurizio Sacconi e gli autori del documento.

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Bollettino ADAPT Scuola

Il mio canto libero/ Scuola e università: rinnovare metodi e contenuti pedagogici

La ripresa delle attività educative dopo la pausa estiva impone una riflessione sulle tradizionali inefficienze e, ancor più, sul profondo rinnovamento dei metodi e dei contenuti pedagogici in funzione della occupabilità dei nostri pochi giovani. Nel tornante della storia segnato da un salto tecnologico senza precedenti per velocità, pervasività, imprevedibilità, solo persone integralmente formate potranno affrontare il cambiamento continuo. Il che sollecita una forte cooperazione tra famiglie ed istituzioni scolastiche per una preliminare formazione morale in base ai principi depositati dalla nostra tradizione. Su questo pavimento si evidenzia sempre più la necessità di una conoscenza trasversale perche la cultura è una, non umanistica o scientifica. Le stesse modalità di apprendimento, ad ogni età, devono saper integrare teoria e pratica negli ambienti più consoni. Ma queste insopprimibili esigenze si sono già scontrate con il sedimento di forti pulsioni corporative, ben coltivate ed alimentate dalla cattiva rappresentanza politica e sindacale. L’Ocse, cui dobbiamo le due indagini che rivelano le insufficienti conoscenze dei giovani e degli adulti in Italia, ha ora prodotto una ricerca comparata sulle istituzioni educative dalla quale emerge la nostra anomalia in termini di eccesso dei docenti in proporzione agli alunni. A questa si collegano inevitabilmente quelle di una loro bassa remunerazione e della assenza di carriera. Anche recentemente, le buone intenzioni si sono tradotte solo in assunzioni di massa a prescindere dai fabbisogni educativi e territoriali con la persistenza di meccanismi che continuano a sfornare “precari” e impediscono affidabili modalità di valutazione. La situazione non migliora nella dimensione universitaria ove la proliferazione delle sedi non ha certo favorito il consolidarsi di hub dello sviluppo locale. La riforma del “tre più due” è stata gestita in funzione delle cattedre e non dell’anticipo dell’ingresso nel mercato del lavoro. La organizzazione dei dipartimenti e le stesse modalità concorsuali dei docenti sembrano funzionali alla esasperazione della segmentazione della conoscenza più che alla ricerca e all’insegnamento trasversale. Per non parlare del disorientamento delle scelte educative prodotto da una offerta con pretese di specializzazione nel momento in cui sarebbe necessaria la concentrazione su percorsi fondamentali. Auguriamoci ora che le sollecitazioni provenienti dal mercato del lavoro e la maggiore consapevolezza circa la collaborazione con le imprese inducano la fine della lunga stagione in cui l’ideologia ha generato solo autoreferenzialita’ corporativa. Qui si gioca, senza retorica, il futuro della nazione. 

Maurizio Sacconi

 

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Anmil Sicurezza Lavoro

Sicurezza sul lavoro: presentato il secondo rapporto ANMIL


A Roma è stato presentato il secondo Rapporto Anmil sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il tasso di irregolarità delle aziende ispezionate nel 2017 è aumentato di quasi 3,5 punti e i decessi aumentano del 5%. «Anche dove le norme esistono, a mancare è l’effettività delle tutele. E allora non possiamo fare a meno di pensare che ci sia a monte un problema culturale», sottolinea il presidente nazionale Franco Bettoni. Al Parlamentino del Cnel, dove la presentazione si è tenuta, presenti anche due passati ministri del Lavoro, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, di cui trovate al link che segue la presentazione relativa allo stato di attuazione del d.lgs. 81/2008 tra adempimenti formali e strumenti sostanziali. 

Scarica la presentazione di Maurizio Sacconi

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Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ Lavoro domenicale: persona solida nella società liquida

La periodica riproposizione del nodo del lavoro domenicale appare via via logorata dalle crescenti possibilità offerte ai sistemi di distribuzione dall’evoluzione tecnologica. Ogni vincolo sembra infatti destinato ad essere facilmente aggirato dalle negoziazioni online le cui infrastrutture sono sempre più affidabili e perciò autosufficienti. E nessuno può avere l’interesse ad accelerare lo spiazzamento della distribuzione “fisica” ad opera dei nuovi canali. Ciò non elimina, anzi rafforza, la necessità di una diffusa riflessione sulla vita buona e in essa dell’equilibrio tra lavoro, affetti e riposo. Tanto più “liquida” si fa la nostra società, tanto più robusta deve essere la consapevolezza circa la nostra responsabilità di saper conciliare i tempi di vita riconoscendo la priorità della comunione familiare. Questa peraltro non viene minata solo dall’orario di lavoro ma anche da quella assenza virtuale che si produce con la dipendenza dalle nuove fonti informative. Potremmo insomma rilevare con facile gioco di parole che proprio nella dimensione liquida serve una persona solida perché integralmente formata e perciò capace di affrontare rischi e opportunità del tempo che viviamo. Se abbiamo fiducia nella persona e nella sua naturale attitudine alla socialità, dobbiamo risolvere il tema della legislazione relativa al lavoro festivo attraverso la leva sussidiaria. Dopo la fase del rinvio alla volontà di Regioni ed enti locali e dopo la fase della liberalizzazione assoluta, possiamo pensare ora ad un vincolo corretto dal diverso avviso delle parti sociali. Il governo ha nuovamente l’opportunità di rispettare l’autonomia collettiva. Nel caso del decreto “dignità” questo rispetto si è prodotto nei fatti attraverso la immutata possibilità di adattamento della nuova disciplina attraverso accordi di prossimità. Anche nel caso dell’orario di lavoro qualunque scelta restrittiva dovrebbe, esplicitamente o implicitamente, consentire alle imprese e ai lavoratori, nei soli limiti del diritto comunitario, di realizzare intese con le quali contemperare le esigenze competitive con quelle inerenti la vita relazionale. Ogni soluzione centralistica e a taglia unica sarebbe antistorica.

Maurizio Sacconi

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Bollettino ADAPT Occupazione

Occupati e disoccupati – Luglio 2018. 10 tweet di commento ai nuovi dati Istat

A seguire i tweet di commento di ADAPT sugli ultimi dati ISTAT relativi all’occupazione in Italia

 

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Bollettino ADAPT

Il mio canto libero/ L’art. 8 è vivo e lotta insieme a noi!

Successivamente alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto “dignità”, Il Sole 24 Ore ha ospitato tre interventi di autorevoli rappresentanti dell’accademia, della professione forense e della consulenza del lavoro indicanti all’unisono la possibilità di adattare la nuova disciplina dei contratti a termine mediante accordi aziendali o territoriali in base all’art. 8 del DL 138/11 convertito in L. 148/11. Non è stata infatti casuale la sopravvivenza di questa norma “speciale” alle regolazioni di carattere generale prodottesi successivamente, dalla legge “Fornero” al d.lgs. 81/15, allo stesso decreto che ha reintrodotto alcune causali per i rapporti temporanei. Il legislatore è parso infatti consapevole della necessità di mantenere una valvola di sfogo per le situazioni meritevoli di una regolazione specifica. Una intesa è addirittura già stata sottoscritta dalle parti di un noto ente lirico sinfonico per spostare la data di entrata in vigore delle recentissime norme con lo scopo di salvaguardare i livelli occupazionali in un contesto in cui le nuove rigidità li avrebbero potuti compromettere. 

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Istat

Istat: disoccupazione cala al 10,4 per cento, -28mila occupati a luglio

Risultati immagini per IStatDopo il calo di giugno, la stima degli occupati a luglio 2018 registra ancora una lieve flessione (-0,1% su base mensile, pari a -28 mila unità). Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%. La diminuzione congiunturale dell’occupazione è interamente determinata dalla componente femminile e si concentra tra le persone di 15-49 anni, mentre risultano in aumento gli occupati ultracinquantenni. Nell’ultimo mese si registra una flessione per i dipendenti permanenti (-44 mila), mentre crescono in misura contenuta i dipendenti a termine e gli indipendenti (entrambi +8 mila).

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Inps Lavoro

Inps: 140mila contratti a tempo indeterminato nel primo semestre del 2018

Risultati immagini per inps

Nel periodo gennaio-giugno 2018, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +891.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2017 (+963.000). Il saldo annualizzato a giugno 2018 risulta positivo e pari a +392.000, in flessione rispetto a quello registrato a maggio (+453.000). I rapporti di lavoro creati grazie all’incentivo triennale per l’assunzione dei giovani under 35 nei primi sei mesi dell’anno sono stati 60.344: i contratti con questo incentivo sono stati il 6,96% dei 867.592 contratti di assunzione o trasformazione a tempo indeterminato fatti nel periodo. Lo ha comunicato oggi l’Inps diffondendo i dati dell’Osservatorio sul Precariato, sottolineando che per i contratti a tempo indeterminato la variazione netta è stata positiva per 140 mila unità.

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Contratti collettivi Marchionne Selezione Stampa

Marchionne promuove Sacconi: l’art. 8 dà certezza non solo alla Fiat, ma a chi intende investire

Ripubblichiamo un articolo comparso sul numero 218 di Italia Oggi il 14 settembre 2011

Marchionne promuove SacconiCon una sortita tipica del personaggio (diretta, coraggiosa e senza perifrasi) Sergio Marchionne, in un colpo solo, elogia il governo e pone fine al silenzio dei grandi giornali (compresi pure quelli posseduti dalla Fiat), alla timidezza dei grandi industriali e alle perplessità dei sindacati (e la contrarietà della Cgil). «La mossa che è stata fatta adesso dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, con l’articolo 8 – ha detto ieri l’amministratore delegato della Fiat a Francoforte nel corso del Salone dell’auto – è importantissima e comincerà a dare non solo alla Fiat, ma a tutti quelli che vogliono investire in Italia, la certezza necessaria». «La manovra di Sacconi – ha riconosciuto Marchionne – ha risolto tantissimi problemi», a partire dagli accordi già firmati a Mirafiori e Pomigliano e quelli in fieri a Melfi e Cassino. In altri termini, la norma del governo dà una cornice normativa entro cui le intese negli stabilimenti Fiat per il piano Fabbrica Italia rientrano a pieno titolo nel sistema di relazioni industriali e del lavoro. «Abbiamo la certezza di poter gestire, che era la cosa importante per noi. Quello che serviva ci è stato dato, non solo a noi ma anche a tutti gli altri industriali. Cerchiamo di non trovare il pelo nell’uovo», ha aggiunto a proposito delle critiche dei sindacati. «Il provvedimento – ha concluso Marchionne – è di una chiarezza assoluta: se la maggioranza dei lavoratori è d’accordo con una proposta questa va avanti, così riusciamo a gestire qualcosa. È una cosa assolutamente civile». La sortita riguarda l’articolo 8 della manovra anticrisi che dà rilievo legislativo alla contrattazione di secondo livello. Si prevede, in altri termini, la possibilità di contratti di prossimità, quindi aziendali o territoriali, che sono in grado di cambiare il sistema delle regole del lavoro. Infatti la nuova normativa stabilisce che i contratti collettivi nazionali possono essere derogati da «contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti compreso l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011». 

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Marchionne Selezione Stampa

Innovazione e conflitto, così Marchionne creò il miracolo Pomigliano

pubblicato su QN

Immagine ANSA

Ho incontrato Sergio Marchionnne per la prima volta con Roberto Maroni agli inizi del 2006. Egli aveva assunto la guida di Fiat da poco più di un anno e voleva realizzare un programma di razionalizzazione della forza lavoro del gruppo utilizzando anche una riedizione dei prepensionamenti. Noi avevamo da poco prodotto la riforma previdenziale per cui rispondemmo che non se ne parlava proprio. Pensai più tardi che egli, così estraneo alle nostre dinamiche politiche e sociali, poteva essere stato indotto a quella richiesta dai suoi collaboratori italiani secondo la migliore tradizione  delle ristrutturazioni senza conflitto anche se a carico del bilancio pubblico. Lo rividi  solo nell’aprile del 2010 in un incontro organizzato da quei due coraggiosi leader sindacali che sono stati Angeletti e Bonanni. L’approccio era radicalmente cambiato. Riteneva di avere un solido piano industriale per garantire nuovi prodotti a tutti gli stabilimenti con la sola eccezione di Termini Imerese. 

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