Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Trump: anche in Italia mano visibile dello Stato per fare lavoro

La nuova amministrazione americana influenzerà l’andamento delle economie e dei mercati del lavoro nella dimensione globale. Finisce con il giuramento di Trump il tempo della fiducia cieca nella globalizzazione. Il Presidente della destra americana sarà, se coerente con le promesse, più interventista dei predecessori con lo scopo di fare lavoro. La mano visibile dello Stato vorrà condizionare le decisioni di localizzazione delle unità produttive e scoraggiare l’uso elusivo delle regole fiscali più favorevoli. L’Europa dovrà reagire diventando più competitiva attraverso una regolazione più semplice, incentivi alla diffusione delle tecnologie e forti investimenti nelle abilità e competenze dei lavoratori. Non disdegnando peraltro un uso più accentuato di strumenti di protezione dai concorrenti ritenuti sleali. L’Europa, e l’Italia in essa, devono fare lavoro rendendo più conveniente assumere e realizzando patti espliciti tra istituzioni e imprese. “Jobs first” deve essere il parametro della politica pubblica.

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Documenti Reddito minimo di inserimento

Il reddito minimo di inserimento e le esperienze regionali

Il Reddito Minimo di Inserimento (RMI) venne istituito in via sperimentale in 39 Comuni italiani con la legge finanziaria per il 1999, nel quadro delle indicazioni del rapporto della “Commissione Onofri”, istituita dal primo governo Prodi (1996-1998) all’avvio della legislatura. Un ampliamento della sperimentazione si ebbe poi nel 2001 e il numero di Comuni coinvolti fu esteso a 306 (legge 328/2000). Esso fu poi definitivamente abbandonato alla fine del 2004. Successivamente, ci sono state solo varie e sparse sperimentazioni in materia ad opera di singole regioni, talora con provvedimenti transitori poi non rifinanziati. A seguire sul nostro blog trovate una documentazione inerente sia alla sperimentazione suddetta del RMI sia alle esperienze regionali.

Il Reddito Minimo di Inserimento di Emanuele Ranci Ortigosa

Le esperienze italiane di misure di contrasto della povertà: che cosa possiamo imparare? di Pierangelo Spano, Ugo Trivellato e Nadir Zanini

Rapporto di VenetoLavoro

Rapporto della Commissione di indagine sull’esclusione sociale

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Referendum CGIL Selezione Stampa voucher

Tanto caos per uno zerovirgola

La Cgil guida una battaglia di retroguardia contro il sistema dei voucher che invece servono, non sono pericolosi e soprattutto sono troppo pochi. Maurizio Sacconi nell’articolo di Caterina Giojelli per Tempi parla del perché e di come sia necessario intervenire per evitare l’ennesima antistorica (e costosa) adunata referendaria.

«La decisione era prevedibile», commenta Maurizio Sacconi, presidente della commissione lavoro al Senato in merito alla decisione del Corte di bocciare il quesito sull’articolo 18, «la Consulta ha confermato il suo orientamento giurisprudenziale ostile ai quesiti creativi di nuova legislazione. Valuteremo ora in Parlamento se esistono le condizioni per correggere le disposizioni nella direzione posta dagli altri quesiti per evitare la contesa referendaria e con essa un conflitto di antistorica contrapposizione sociale prima ancora che politica.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Lavoro: Sacconi, complicazione dimissioni on line fanno licenziamenti, voucher tracciabili contraggono loro impiego

L’incremento dei licenziamenti, in particolare di quelli disciplinari, si deve leggere simmetricamente alla diminuzione delle dimissioni volontarie. È evidente infatti che il mancato adempimento della nuova, complicatissima, regolazione delle dimissioni, ora necessariamente on line, costringe molti datori di lavoro al licenziamento del lavoratore dimissionario in quanto assente non giustificato. Con la conseguenza del pagamento della tassa sul licenziamento. Da una patologia rarissima, quella delle dimissioni “in bianco”, si è prodotta una norma generale che ha creato ulteriore diffidenza nelle imprese verso il lavoro. Se per il Pd è una norma simbolica della tutela del lavoro, per le imprese lo è nondimeno di una regolazione ostile.
Quanto ai voucher, il fatto che in corrispondenza dell’introduzione della tracciabilità il loro numero si sia stabilizzato segnala probabilmente un maggiore timore nel loro impiego. Insisto a ritenere che molti spezzoni lavorativi rimangono irregolari e quindi sarebbe solo auspicabile un maggiore uso dei buoni prepagati soprattutto nel Mezzogiorno.

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Inps

Inps: boom licenziamenti disciplinari in 11 mesi

I licenziamenti complessivi nei primi 11 mesi del 2016 sono stati 561.862 in crescita del 4% rispetto ai 539.933 dello stesso periodo del 2015 mentre registrano un boom i licenziamenti disciplinari passati da 53.056 a 67.374 (+27%). Così l’Osservatorio sul precariato dell’Inps ma non e’ evidente ancora il collegamento con l’introduzione del contratto a tutele crescenti. Le dimissioni nello stesso periodo sono passate da 835.754 a 722.370 (-13,5%) probabilmente anche a causa delle dimissioni online.A dicembre sono state autorizzate nel complesso 37,7 milioni di ore con un calo dello 0,1% rispetto a novembre e dell’11% rispetto a dicembre 2015. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate nel mese sono state 10,4 milioni con una crescita del 2,1% su novembre e del 31,8% su dicembre 2015. Le ore di cassa straordinaria autorizzate sono state 22,3 milioni con un calo del 9% su novembre e una riduzione del 20% su dicembre 2015. Le ore di cassa in deroga autorizzate sono state 5 milioni con un aumento del 62,9% su novembre e un calo del 24,3% su dicembre 2015. Se si guarda all’intero anno le ore di cig ordinaria autorizzate dall’Inps sono state 137,5 milioni contro i 183,8 del 2015 (-25,1%) mentre le ore di cassa straordinaria sono stati 387 milioni contro 400,3 (-3,33%) e quelle in deroga 57,1 milioni contro 98,4 (-41,9%).

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Referendum CGIL Relazioni Industriali Selezione Web

Ecco sfide e rischi di Cgil, Cisl e Uil

pubblicato su Formiche

Vi è stato un tempo non lontano in cui i sindacati italiani volevano cambiare il mondo. Ora, come ha detto l’ex leader dei lavoratori americani dell’auto, hanno il dovere più concreto di fare ceto medio, ovvero di promuovere i redditi e l’occupabilità nel contesto della quarta rivoluzione industriale.

Per la Cgil si tratta di privilegiare l’attitudine alla diffusa contrattazione rispetto alla tradizionale propensione politicista, per la Uil di rinnovare l’intuizione di essere sindacato dei cittadini lavoratori e consumatori, per la Cisl di riscoprire la vocazione sussidiaria rispetto all’invasività delle regole pubbliche.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Povertà: approvare legge delega in tempi brevi

Superata la fase delle audizioni, la Commissione Lavoro del Senato ha già esaurito larga parte della discussione generale dedicata ai ddl di prevenzione e contrasto della povertà assoluta. Nella prossima settimana si concluderà anche questa fase e saranno contemporaneamente presentati gli emendamenti al ddl delega del governo che è stato assunto quale testo base. La crescita della povertà impone al Parlamento di completare l’esame del provvedimento in tempi brevissimi anche se merita di essere chiarito il nodo della condizionalita’ del sussidio. La stessa proposta del governo collega infatti la prestazione monetaria a contestuali prestazioni sociali nel contesto di un programma di inclusione che il beneficiario deve accettare. Vi sono tuttavia situazioni in cui, come nel caso delle dipendenze, il sussidio è sconsigliato perché avrebbe l’unico effetto di alimentarle. In prossimità, gli operatori sociali che prendono in carico la persona devono poter modulare la erogazione del sostegno al reddito in relazione al programma di recupero e alla partecipazione attiva ad esso dell’interessato. Dobbiamo infatti evitare quella “trappola della povertà” che dopo dieci anni ancora trattiene alcuni beneficiari nella dipendenza dal reddito minimo di inserimento. Eppure esso doveva essere sperimentale, quindi di breve durata, e funzionale alla acquisizione di uno stato di autosufficienza.

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rapporto Scenari macroeconomici World Economic Forum

WEF, crescita inclusiva e sviluppo: Italia in coda al 27esimo posto

L’Inclusive growth and development fa piombare l’Italia in fondo alla classifica dei 30 Paesi più sviluppati al 27esimo posto. Lavoro, corruzione e scarsa fiducia nella politica le chiavi del rapporto del World Economic Forum che valuta i Paesi avanzati per “la crescita inclusiva” – ovvero la capacità di ridurre le disparità di reddito e favorire l’inclusione sociale. Tra i fattori che ci penalizzano, il WEF indica anche “un alto rapporto debito/PIL che pesa sulle future generazioni”. Le ultime statistiche disponibili rivelano che, a novembre 2016 – secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia –, il debito pubblico è cresciuto rispetto al mese precedente di 5,6 miliardi, raggiungendo i 2.229,4 miliardi di euro.

Leggi il rapporto del WEF

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Referendum lavoro: comitato per il no

Dopo la decisione della Consulta, come già annunciammo all’atto del deposito delle firme, l’Associazione Amici di Marco Biagi darà vita ad un comitato per il No ai due quesiti rimasti. Meglio evitare i costi economici e soprattutto sociali del referendum anche se di tutto abbiamo bisogno tranne che di ulteriori rigidità regolatorie. Seguiamo le indicazioni provenienti dal monitoraggio dei voucher anche se la tracciabilità dovrebbe aumentare i buoni proprio perché ora non è più possibile la emersione parziale dei lavori. Esaminiamo i settori e i territori per verificare tanto gli eccessi quanto i bassi numeri di impiego, dalle ripetizioni scolastiche all’edilizia, dal Veneto alla Calabria. Procediamo secondo un principio di realtà come ci insegnava proprio Marco Biagi.

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ddl lavoro autonomo Selezione Stampa

Professioni, Calderone (Cup): Jobs act lavoratori autonomi è priorità

È questo il primo obiettivo in agenda, come spiega in un’intervista a ‘Corriere Economia’ per la presidente del Comitato unitario degli Ordini e Collegi professionali, Marina Calderone, appena rieletta al vertice del Cup. “Il disegno di legge -spiega Calderone- è un testo moderno e adatto alle esigenze attuali del mercato del lavoro e colma, almeno in parte, un ritardo non più tollerabile per il comparto del lavoro autonomo e professionale che, non dimentichiamolo, coinvolge 2,3 milioni di iscritti agli Albi che contribuiscono ad alimentare il 15% circa del Pil e un indotto occupazionale di circa 4 milioni di persone”.  

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Lavoro, far crescere contratti di prossimità perché sede idonea ad aumento salari e produttività

Cresce la contrattazione di prossimità. Il Ministero del lavoro comunica il deposito di oltre 18000 contratti riferibili al 2015 con contenuti rivolti innanzitutto alla produttività e alla qualità. Dobbiamo tuttavia prefigurare fin d’ora nella prossima legge di stabilità una più ampia area di detassazione del salario variabile. 2000 euro sono una base reddituale troppo modesta perché si determini un effetto incentivante. Il salario detassato dovrebbe tornare almeno ai 6000 euro del governo Berlusconi. Si ricordi inoltre che in quel tempo la detassazione di questa parte del reddito si sommava con la decontribuzione, ora del tutto eliminata. La crescita della produttività del lavoro, in Italia particolarmente contratta, deve essere obiettivo prioritario delle politiche pubbliche. Di qui l’esigenza di favorire lo sviluppo della contrattazione di prossimità perché solo in azienda o nei territori per le micro imprese è possibile realizzare con questo fine scambi virtuosi tra imprenditori e lavoratori.

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