Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Euro, Italexit ipotesi suicida

Speriamo che le elezioni francesi spazzino via con la signora Le Pen ogni tentativo di imitazione italiano. Prima rimuoviamo dal dibattito politico interno l’ipotesi suicida del ritorno alle monete nazionali e tanto meglio discutiamo dei problemi concreti della crescita. Dei modi di liberare l’impresa e il lavoro dall’oppressione fiscale e regolatoria. E dei modi con cui potenziare il nostro welfare attraverso la contrattazione collettiva. Nel giorno primo aprile Energie per l’Italia, il movimento di Stefano Parisi, presenterà idee di buongoverno sostenibili dal punto di vista finanziario in un contesto politico ove dominano la demagogia e le promesse facili.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Voucher: caos totale da cancellazione

Dopo il decreto e nonostante l’annuncio dell’Inps, il caos è totale. Si conferma che questo piccolissimo segmento del mercato del lavoro corrisponde però ad esigenze delle famiglie e delle imprese che non hanno quasi mai alternative. Così come corrisponde ai desideri di integrazione del reddito di studenti, pensionati, cassaintegrati, madri di famiglia che hanno già ricevuto la notizia della fine di ogni collaborazione occasionale. Nel frattempo il mio ddl alternativo al decreto di cancellazione è stato firmato anche dai colleghi Serafini di FI, Berger di SVP, Pagano di AP e molti altri. Non è che l’inizio, continua la lotta per regole a misura della realtà.

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Il commento Inclusione Trattati UE

Gli aiuti dell’Ue ai ragazzi italiani

Il 25 marzo 1957 vennero firmati i Trattati di Roma, considerati come l’atto di nascita della grande famiglia europea. Il primo istituisce una Comunità economica europea (Cee), il secondo invece una Comunità europea dell’energia atomica, meglio conosciuta come Euratom. Il primo, evidentemente quello politicamente e storicamente più rilevante, si proponeva di dare vita a un mercato comune basato sul libero movimento e la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali. L’obiettivo, quindi, della Comunità europea, e del mercato comune, era, principalmente, quello di trasformare le condizioni degli scambi commerciali e della produzione sul territorio dei suoi sei membri e fare un passo in avanti verso un’unificazione politica più stretta dell’Europa.

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Alle Sei voucher

Ve lo dico alle sei/ Voucher: meglio il referendum del decreto

La vicenda aperta dalla mobilitazione referendaria della Cgil si è poi sviluppata secondo il peggiore copione della rincorsa simbolica a sinistra e del danno pratico alle famiglie, alle piccole imprese e ai prestatori di spezzoni lavorativi. Si conferma che l’ideologia fa male perché prescinde sempre dalla realtà. La sinistra politica e sindacale mantiene peraltro tutta la sua fragilità di fronte ai richiami mediatici. Ora, faremo tutto quello che è consentito perché il decreto non venga approvato e così si affronti il voto nella fiducia che i più sapranno guardare alla concretezza delle cose. Nel caso invece di una sua approvazione siamo già pronti a riproporre uno strumento analogo con almeno la stessa semplicità gestionale e le medesime agevolazioni fiscali e contributive. Vi si dovrebbe aggiungere uno strumento ancor più semplificato per le famiglie e in generale un uso più libero dei contratti di lavoro intermittente ogniqualvolta la prestazione occasionale si riprodurrà con lo stesso prestatore.

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Intervista Selezione Stampa

«Biagi intuì il nuovo lavoro. L’abolizione dei voucher? Ideologia che nega la realtà»

Intervista a Maurizio Sacconi di Monica Zicchiero per Corriere del Veneto

Marco Biagi pensava si dovesse partire da un principio di realtà. Aveva l’idea di far emergere tutto, anche gli spezzoni di “nero” lavorativo che erano sotto gli occhi di tutti attraverso i voucher. L’ideologia pensa che se aboliamo i voucher, aboliamo gli spezzoni lavorativi. La realtà invece si vendica delle posizioni ideologiche. E, come l’acqua, troverà le sue strade». Maurizio Sacconi, trevigiano, presidente della commissione Lavoro al Senato, è stato ministro. L’anniversario dell’assassinio del giuslavorista Marco Biagi – trucidato il 19 marzo 2102 dalle Nuove brigate Rosse – lo trova politicamente sulle posizioni di Energie per l’Italia, il progetto di Stefano Parisi che vuole imprimere una svolta all’area liberal-popolare. Storicamente lo incontra nel post-tutto dell’Italia che ha da poco abolito i voucher e sta dismettendo le certezze su flessibilità, innovazione e liberalizzazione che dagli anni Novanta hanno dettato l’agenda.

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Ve lo dico alle sei/ Appalti: Anac e Antitrust contro clausola sociale

Nel nuovo corso della attività governativa, tutto proteso a recuperare popolarità in vista del voto, si iscrive l’ipotesi di reinserire negli appalti il vincolo della clausola sociale. Anzi, il costo del lavoro sarebbe escluso dalla concorrenza tra le offerte proprio nelle attività a maggiore intensità di manodopera. Si tratterebbe di un regalo agli insiders che è stato contestato da due autorevoli pareri di Anac e Antitrust. Fermo restando il rispetto delle tutele dovute al lavoratore e quindi del contratto di riferimento, la gara può legittimamente riguardare la dimensione e gli inquadramenti della forza lavoro alla luce della maggiore efficienza indotta dalla introduzione di tecnologie e di nuovi moduli organizzativi. Va da sé che nel contesto di queste maggiori efficienze, deve essere garantita la continuità occupazionale con esse compatibile.

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ddl lavoro autonomo Smart working

Ddl lavoro autonomo e smart working di nuovo al Senato. La relazione di Maurizio Sacconi

Nella seduta odierna della Commissione Lavoro è stata svolta la relazione del Sen. Maurizio Sacconi inerente agli aspetti modificati alla Camera dei Deputati del ddl n. 2233-B (lavoro autonomo) giunto in terza lettura al Senato.  Pubblichiamo a seguire il testo.

 

Il disegno di legge al nostro esame, approvato con modifiche dalla Camera dei deputati, è suddiviso in 3 Capi: al Capo I sono individuati i rapporti di lavoro autonomo e, in base ad una disposizione introdotta dalla Camera, l’istituto dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), al Capo II norme concernenti il lavoro agile e al Capo III le disposizioni finanziarie e finali. Si ricorda che il provvedimento è collegato alla manovra annua di finanza pubblica.

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Ve lo dico alle sei/ Decreto voucher, cambiare norma su appalti

Meno nota ma non per questo meno rilevante è la problematica della responsabilità solidale da parte dei committenti e degli appaltatori nei confronti dei diritti dei lavoratori. In discussione non è la responsabilità stessa che è disposta anche dalle norme vigenti quanto piuttosto la possibilità dei lavoratori di rivolgersi immediatamente e direttamente al committente anche senza avere prima esperito il tentativo di rivalersi sul datore di lavoro. Nella discussione del decreto sarà importante tuttavia risolvere un aspetto che riguarda un principio fondamentale del nostro ordinamento. Quello per cui si risponde per ciò che facciamo anche in termini di vigilanza sul comportamento altrui. In questo caso il committente deve avere riconosciuto e ben definito un dovere-potere di vigilare sugli atti dell’appaltatore. Se l’esercizio di questo potere è impedito o se i comportamenti dell’appaltatore sono occultati alla vigilanza, il committente non ne può rispondere. Ciò sempre con lo scopo di conciliare i diritti dei lavoratori con la ragionevolezza della responsabilità d’impresa se vogliamo una economia dinamica.

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Libro bianco Marco Biagi

L’eredità di Marco Biagi/ Dai contratti un welfare personale

Di Giorgio Pogliotti

Da Il Sole 24 ore

Un welfare complementare e integrato, in grado di proteggere la persona adattandosi a tutte le fasi della vita, “dalla culla alla tomba”. Che poggia su grandi fondi – frutto dell’accorpamento dei fondi tradizionali – che, attraverso l’integrazione delle prestazioni previdenziali, sanitarie e di assistenza alla non autosufficienza, possa offrire servizi personalizzati, in base ai bisogni di ciascuno. È questa una delle sfide lanciate nel Libro Bianco per “un welfare della persona”, elaborato dal centro studi Adapt (fondato da Marco Biagi) e dall’associazione Amici di Marco Biagi, ovvero da gran parte degli autori del Libro Bianco governativo del 2009 sulla “vita buona nella società attiva” che già si ispirava a molte delle tesi care al giuslavorista ucciso 15 anni fa dalle Br.

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Ve lo dico alle sei/ Biagi: domani 15mo anniversario tragica morte

Il 19 marzo di 15 anni fa Marco Biagi veniva assassinato nel contesto di una campagna di odio verso il suo progetto riformatore e di una colpevole disattenzione di Stato. Gli venne imputata la discontinuità crescente nei rapporti di lavoro confondendola con le norme poste a favorire inclusione ed emersione. Soprattutto intuì la quarta rivoluzione industriale, e i cambiamenti che avrebbe prodotto sul lavoro, mettendo al centro il diritto di ogni lavoratore a migliorare continuamente abilità e competenze. Uomo, marito, padre straordinario, manca moltissimo a coloro che lo hanno conosciuto. Ma manca anche a chi, pur non avendolo conosciuto, avverte il bisogno dei consigli, in questo tempo difficile, di un intellettuale visionario e pragmatico, con convinzioni forti ma mai fazioso. È significativo che anche quest’anno lo si ricordi utilizzando i suoi principi e criteri per costruire il futuro.

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Part Time Selezione Stampa Sicurezza sul lavoro

“Sei corsi e un consulente per assumere un part time”

Il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera qui sotto ricevuta da una lettrice che, due anni fa, ha aperto un affittacamere di sei stanze in Puglia. Ora ha deciso di assumere la prima persona. Ma non ha fatto i conti con la burocrazia.

Caro direttore,
in questi giorni in cui si parla di voucher, le scrivo per raccontarle che cosa succede a una microimpresa come la mia, finora senza dipendenti che decide di assumere un lavoratore stagionale a tempo determinato. Nel mio caso si tratta della ragazza delle pulizie che l’anno scorso ha lavorato per me con i voucher e che, prima ancora che si annunciassero tutti questi cambiamenti, avevo già deciso di confermare con un contratto per l’estate 2017, per fare le cose perbene e perché se lo merita. Il contratto sarà per 3 mesi e 15 giorni, part time, 20 ore settimanali.

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