Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Voucher, non siano pretesto come i pozzi di Ual Ual

Per più di qualcuno i voucher sono concepiti come i pozzi di Ual Ual ove si realizzò l’incidente militare che costituì il pretesto per guerra di Etiopia. Al “politicismo”, soprattutto in un tempo così difficile, è doveroso contrapporre la politica che muove da un principio di realtà. E alla realtà servono i simil voucher in ogni dimensione d’impresa perché è impossibile riconoscerne il bisogno e poi negarlo sopra i 5 addetti. Senza neppure liberalizzare i contratti di lavoro intermittente. Sarebbe paradossale se il governo si prendesse tutta la polemica da sinistra senza soddisfare i legittimi bisogni di tutte le imprese e delle molte persone che vogliono arrotondare il loro reddito.

Continua a leggere
Alle Sei

Ve lo dico alle sei/Voucher: buona legge come la salute

La buona legge è come la salute. Ci si accorge di quanto vale quando viene meno. Così è per il pasticcio dei voucher. Qualunque tentativo di riprodurli parzialmente lascia scoperti pezzi importanti della realtà. Se li si vincola alle sole piccole imprese non si comprende come l’occasionalità di una prestazione lavorativa sia immanente in ogni impresa. Quando tutto si fa “politica”, o peggio mera “comunicazione politica”, la norma prescinde dalla concretezza dei lavori. Peggio ancora se una riproduzione contratta dei voucher si combina con la rinuncia a liberalizzare i contratti di lavoro intermittente oggi sottoposti a vincoli di età e settore come al potere di veto del sindacato. Eppure sono spesso a tempo indeterminato.

Continua a leggere
Industria 4.0 Senato

Lavoro 4.0: continuano le audizioni al Senato

Continua il ciclo di audizioni sull’affare assegnato sull’Impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale (n. 974). Tra io soggetti auditi, questa mattina sono stati sentiti i rappresentanti di Confagricoltura. Nella seduta di ieri pomeriggio, invece, sono stati ascoltati i rappresentanti di CIDA, CUB, Confindustria e R.Ete Imprese Italia. Potete consultare le memorie che hanno depositato in Commissione Lavoro del Senato a seguire.

Memorie CIDA

Memorie CUB

Memorie Confindustria

Memorie R.Ete. Imprese Italia

Memorie di Confagricoltura

Continua a leggere
Alle Sei Forum PA

Ve lo dico alle sei/ Forum PA: cinque impedimenti al lavoro agile nel pubblico

Nella dimensione pubblica vi sono cinque criticità che rendono difficili le trasformazioni possibili con le tecnologie digitali. Il formalismo giuridico testimoniato ora da una circolare di 25 pagine e 40 adempimenti sul lavoro agile. Il blocco della spesa per formazione. L’invecchiamento da 43 a 51 anni dell’età media negli ultimi 15 anni. La vecchia segmentazione dei profili professionali. L’assenza del “buon datore di lavoro” e il potere di veto dei sindacati.

Continua a leggere
Eurostat Mercato del lavoro

Lavoro: Eurostat 3,2 mln disponibili ma non cercano,a top Ue

In Italia nel 2016 ci sono state oltre 3,2 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni che si sono dichiarate disponibili a lavorare ma non hanno fatto alcuna azione attiva di ricerca di un impiego, oltre un terzo degli 8,8 milioni complessivi in Europa. E’ quanto emerge dalle tabelle Eurostat sulle “Forze lavoro potenziali”, secondo le quali l’Italia registra un calo rispetto al 2015, ma resta saldamente in testa alla graduatoria degli sfiduciati. Se si guarda al totale delle forze complementari (compreso chi cerca lavoro ma non è subito disponibile), l’Italia registra nel complesso 3,34 milioni di persone alla finestra con un tasso del 13% (il 14% nel 2015) della forza lavoro (4,5% media Ue). In Europa nel 2016 – scrive Eurostat – c’erano 224 milioni di persone occupate e 21 milioni di disoccupati. Nell’anno, inoltre, c’erano anche almeno 11,1 milioni di persone tra i 15 e i 74 anni “economicamente inattive”, ma con una relazione con il mercato del lavoro per cui si potrebbero considerare forza lavoro potenziale. Si tratta del 4,5% della forza lavoro europea.

Continua a leggere
Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Terzo settore, amministratori volontari e professionisti equamente remunerati

Le anticipazioni sui decreti legislativi del Governo a regolazione del terzo settore evidenziano una scarsa comprensione proprio delle organizzazioni più performanti. Si ipotizzano da un lato generosi tetti alla remunerazione degli amministratori che quasi sempre svolgono gratuitamente la loro funzione e, dall’altro, si impongono limiti ai salari dei dipendenti che in molti casi sono reclutati nel mercato internazionale tra i ricercatori ed i managers più apprezzati. È ben vero che vi sarebbe la possibilità di derogare a questi limiti ma la norma appare di incerta e limitata applicazione. Al di là degli effetti pratici preoccupa il messaggio negativo sottostante. Al contrario, il settore che non distribuisce utili deve essere incoraggiato a crescere soprattutto in termini di qualità delle prestazioni rivolte al bene comune.

Continua a leggere
Politecnico Milano Smart working

Smart working: avanza fenomeno del nomadismo professionale

Oggi sono oltre 250 mila i ‘lavoratori agili’ in Italia, ossia coloro che godono di discrezionalità nella definizione delle modalità d’impiego in termini di luoghi, orari e strumenti utilizzati per svolgere al meglio le proprie mansioni. E sono pari al 7% di tutti gli impiegati, quadri e dirigenti. Lo rileva l’Osservatorio sullo ‘smart working’ del Politecnico di Milano, in uno studio curato da Doxa e presentato in occasione della Settimana del Lavoro Agile promossa dal Comune di Milano. Una tendenza, quella evidenziata dalla ricerca, destinata a rivoluzionare la vita professionale (e non solo) di tutti. “Si tratta di persone assunte all’interno di aziende perlopiù medio-grandi e grandi, dislocate prevalentemente nel Nord Italia, in quasi 7 casi su 10 sono uomini (a sorpresa!) e hanno un’età media di 41 anni’ specifica Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa. Fare lavoro agile significa rimettere in discussione stereotipi relativi a luoghi, orari e strumenti di lavoro consentendo alle persone di raggiungere una maggiore efficacia professionale e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.

Continua a leggere
Anmil Salute e sicurezza

ANMIL: il primo rapporto su salute e sicurezza sul lavoro

Per contribuire a promuovere la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali l’ANMIL ha realizzato il 1° Rapporto sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, che trovate pubblicato a seguire. Un gruppo di esperti si è dedicato allo studio dei principali interventi del legislatore, della giurisprudenza, della prassi amministrativa e del mondo della ricerca in materia di salvaguardia della salute dei lavoratori e della loro sicurezza in ambito lavorativo che hanno caratterizzato in modo significativo l’anno precedente e la metà dell’anno in corso, con particolare attenzione alla attuazione del Testo Unico di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. n. 81/2008). Nel tempo sono state elaborate proposte normative e di integrazione dei testi di legge in materia ed è stato instaurato un costruttivo dialogo istituzionale e tecnico-politico, che ha visto ANMIL intervenire più volte presso la Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e presso le Commissioni Lavoro del Senato e della Camera.

Leggi l’executive summary del rapporto

Continua a leggere
Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ UE, raccomandazioni impongono legge di Bilancio a scadenza

Le raccomandazioni della Commissione, anche se non tutte condivisibili, segnalano i ritardi strutturali dell’Italia. Grande debito, pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa, bassa produttività, giustizia lenta e imponderabile, servizi pubblici inefficienti frenano la crescita. Per queste ragioni la legge di bilancio non è rinviabile alla nuova legislatura anche perché il prezzo dell’esercizio provvisorio si potrebbe incrociare con mercati finanziari instabili. La politica non può fuggire dalle sue responsabilità per timore del consenso.

Continua a leggere
Bilancio Commissione UE

Conti pubblici: quattro raccomandazioni della Commissione UE all’Italia

Una volta valutati i piani dei governi dell’UE, la Commissione presenta a ciascun paese una serie di raccomandazioni specifiche, unitamente ad una comunicazione complessiva. Le raccomandazioni sono incentrate su ciò che può essere realisticamente conseguito nei successivi 12-18 mesi. La prima raccomandazione all’Italia riguarda la politica di bilancio: la Commissione indica che deve “essere proseguita in linea con i requisiti del patto di stabilita’ in modo che ci siano sforzi sostanziali per il 2018”. L’Italia dovrà considerare la necessità di raggiungere un profilo di politica di bilancio che contribuisca sia rafforzare la ripresa che assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Leggi le raccomandazioni della Commissione

Continua a leggere
Economia Italiana Istat

Istat, nei servizi il 96,4% dei nuovi posti di lavoro

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT, il miglioramento dei livelli occupazionali dovrebbe proseguire nel 2017 (+0,7% in termini di unità di lavoro) ma in decelerazione rispetto agli anni precedenti. La riduzione della disoccupazione osservata negli ultimi anni proseguirebbe anche nel 2017, con un tasso previsto pari all’11,5%. L’espansione dell’occupazione in Italia ha interessato i servizi in oltre nove casi su dieci, a partire da quelli di alloggio e ristorazione, di trasporto e magazzinaggio e dei servizi alle imprese. E’ quanto emerge dal report dell’Istat sulle previsioni per l’economia italiana. L’aumento nel terziario ha costituito infatti il 96,4% dell’incremento totale netto degli occupati nello scorso anno, una quota superiore di oltre dieci punti a quella dell’area euro (83,3%). Al contrario gli occupati con titolo di studio terziario sono aumentati a un ritmo di crescita inferiore rispetto alla media dell’eurozona (il 2,4% contro il 3,3%). E il miglioramento dell’occupazione ha interessato anche la categoria con un titolo di studio primario (+0,6%), a fronte di una stabilità registrata mediamente nell’area dell’euro.

Continua a leggere
1 2 3 242