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Ve lo dico alle sei/ Istat: abuso tirocinii, altro che voucher!

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Se da un lato si conferma la timida ripresa dell’occupazione permangono, con il differenziale rispetto alla media nell’Unione e ai Paesi concorrenti, molti dei fattori che inibiscono una fluida propensione ad assumere in Italia. Hanno successo i tirocinii che ormai stanno diventando una odiosa forma di abuso del lavoro giovanile perché sganciati dai periodi di studio mentre, non a caso, regredisce l’apprendistato. Altro che voucher! Riduzione strutturale del cuneo fiscale, semplificazione degli adempimenti per la sicurezza, degli obblighi formali nell’apprendistato, delle dimissioni online e di molte altre regole, adattabilità tra le parti nei luoghi di lavoro attraverso accordi in deroga, vera formazione aziendale, nuova struttura della retribuzione, sono misure necessarie ad incoraggiare le imprese a fare lavoro

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Dati ISTAT Occupati

Istat: disoccupazione risale all’11,7%, ma +51mila gli occupati

istatDopo l’aumento registrato a marzo (+0,3%) la stima degli occupati ad aprile sale dello 0,2% (+51 mila persone occupate). L’aumento riguarda sia i dipendenti (+35 mila i permanenti, stabili quelli a termine) sia gli indipendenti (+16 mila). La crescita dell’occupazione coinvolge uomini e donne e riguarda tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni. Il tasso di occupazione, pari al 56,9%, aumenta di 0,2 punti percentuali sul mese precedente. I movimenti mensili dell’occupazione determinano, nel periodo febbraio-aprile, un aumento complessivo degli occupati (+0,2%, pari a +35 mila) rispetto ai tre mesi precedenti. L’unica componente che mostra un calo congiunturale è quella dei dipendenti a termine (-0,6%, pari a -14 mila).

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Industry 4.0 Selezione Web

Un passo nel futuro con l’«industria 4.0»

Deloitte, una delle più importanti società di consulenza strategica, in un’indagine su un campione di 3mila intervistati riportata dal Corriere.it ha delineato le esigenze degli italiani e gli effetti degli investimenti in innovazione. A livello globale, calcola Enrico Ciai, presidente e amministratore delegato di Deloitte Italia, la società mette da parte il 5% del proprio fatturato annuo per ritoccare l’asticella al rialzo. Non è un mistero che le multinazionali della consulenza  “sgomitino” tra loro per accaparrarsi i migliori talenti provenienti da università e centri di ricerca.

Leggi l’articolo del Corriere.it

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Lavoro, vera politica industriale è proposta Federmeccanica

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La politica industriale è largamente fatta dal modello di relazioni sindacali in quanto da esso dipende quella produttività del lavoro che ci ha visto sempre più distanti dai nostri competitori. Qui ed ora la priorità è data quindi dal nuovo contratto dei metalmeccanici fondato sulle linee guida della proposta di Federmeccanica. La stessa industria 4.0 si realizza se cambia la struttura del salario e vi è un adeguato investimento continuo nelle competenze delle persone. Ogni resistenza ha soltanto un significato ideologico perché i lavoratori in carne ed ossa hanno interesse a questa nuova impostazione.

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Il commento Jobs Act Ricollocamento

Così la Toscana “anticipa” il Governo sul ricollocamento

Il Jobs Act, in particolare il D.lgs. 150/2015 relativo alle “politiche attive”, introduce “l’assegno di ricollocazione” (già contratto di ricollocazione nel decreto 22 di pochi mesi prima) a favore dei lavoratori disoccupati, e beneficiari di Naspi, da più di 4 mesi, per rendere, almeno nelle intenzioni dell’esecutivo, più efficace e fluida l’assistenza ai lavoratori in cerca di occupazione e migliorare le prestazioni del sistema. “L’assegno” che, è opportuno ricordarlo, sarà riconosciuto solo ai percettori della Naspi (la nuova tutela in caso di disoccupazione) da più di 4 mesi, avrà un valore economico proporzionato “al profilo” del soggetto da assistere. Più, quindi, la persona espulsa dal mercato del lavoro è lontana da questo, maggiore sarà, di conseguenza, l’importo dell’assegno. L’erogazione dell’assegno sarà, inoltre, subordinata alla stipula, da parte del beneficiario, del “Patto di servizio”, primo passaggio per l’attivazione del percorso di reinserimento.

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Jobs Act Loi travail Selezione Web

Loi Travail e Jobs Act, due mondi opposti

di Francesco Seghezzi e Michele Tiraboschi da Bollettino Adapt

L’hanno chiamato il Jobs Act dei francesi, ma la Loi travail del Primo Ministro Valls ha ben poco in comune con la “rivoluzione copericana” annunciata da Matteo Renzi. Conosciuta in Italia solo per le ampie proteste di popolo e di piazza che ha suscitato, in particolare da parte di giovani e sindacati, la riforma francese del lavoro presenta diversi aspetti interessanti e non pochi paradossi se confrontata al caso italiano.

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dipendenti pubblici Inps

Inps, pensioni: a dipendenti pubblici 66,3 miliardi

imageLe pensioni della Gestione Dipendenti Pubblici in vigore al primo gennaio di quest’anno sono 2.841.815 per un importo complessivo annuo di 66.309 milioni di euro e un importo medio mensile pari a 1.795 euro. Lo rende noto l’Inps, precisando nell’ultimo Osservatorio che, rispetto all’anno precedente, si registra un incremento dello 0,8% nel numero delle pensioni (erano 2.818.300) e degli importi annui in pagamento ad inizio anno, cresciuti del 2,1% rispetto ai 64.955 milioni del 2015. Nel corso del 2015 sono state liquidate complessivamente 121.165 pensioni, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente, per un importo complessivo di 3.108 milioni di euro e importi medi mensili pari a 1.973 euro (in aumento del 5,3% rispetto al 2014, quando l’importo medio mensile era pari a 1872 euro).

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Commissione UE

Commissione Ue, PMI: con crisi ha assunto una su cinque

Non solo in Italia, l’universo delle piccole e medie imprese abbraccia tutta l’Europa per un totale di 22,3 mln piccole e medie imprese ‘censite’ nell’Ue nel 2014 pari al 99,8% di tutte le aziende non finanziarie. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto annuale della Commissione europea su un settore fortemente colpito durante la crisi economica. Dati alla mani in media nell’Ue ci sono 5 piccole e medie imprese per ogni chilometro quadrato. Nel 2014 hanno segnato 90 mln di occupati complessivi (il 67% del totale Ue) ed hanno generato il 58% del valore aggiunto lordo totale, 3,7 trilioni di euro, rispetto alle grandi imprese. Il 93% delle pmi ha meno di 10 dipendenti. Almeno tre quarti delle piccole medie imprese è attivo in 5 settori chiave: commercio all’ingrosso e al dettaglio; manifatture, costruzioni, servizi, attività ristorative e ricettive.

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Ve lo dico alle sei/ A Padoan: produttività bassa per responsabilità politiche e sociali

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Intervendo al congresso nazionale di AIDP – associazione di capi del personale tenutosi oggi a Bari ho sostenuto che la bassa produttività del lavoro in Italia non è sottostimata, come afferma il ministro Padoan volendo assolvere la sinistra politica e sindacale rispetto alle sue responsabilità. Semmai, dovremmo considerare anche le responsabilità delle rappresentanze collettive datoriali che hanno spesso preferito il quieto vivere. La riforma francese ci incoraggia ad utilizzare appieno l’art. 8 che consente agli accordi aziendali di derogare a leggi e contratti realizzando scambi virtuosi tra regole, salari, formazione, welfare e produttività. Noi abbiamo già la legge Macron anche se fino a ieri si usava ma non si diceva. Auspichiamo peraltro che venga presto firmato un contratto innovativo per le aziende e i lavoratori del settore metalmeccanico dal quale potrà derivare un più generale impulso alla produttività.

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Occupazione Pmi

Artigiani, micro e piccole imprese continuano ad assumere

impresa-familiareAd aprile l’occupazione nelle imprese di minori dimensioni ha segnato un incremento dello 0,7 per cento rispetto a marzo e del 2,5 per cento in un anno. Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro Cna, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con 125 mila dipendenti complessivi. I dati di aprile confermano, con un leggero miglioramento su base mensile (a marzo la crescita in confronto a febbraio si era fermata al +0,4 per cento), le indicazioni emerse nelle precedenti edizioni dell’Osservatorio. L’aumento della base occupazionale si sta consolidando sulla scia della ripresa economica e dei provvedimenti mirati a favorire le assunzioni: da dicembre 2014 l’occupazione tra artigiani, micro e piccole imprese e’ salita del 5,3 per cento. Tra aprile 2016 e lo stesso mese del 2015 le assunzioni sono diminuite del 10,9 per cento, le cessazioni del 15,7 per cento. A pagare l’eliminazione dell’esonero contributivo triennale allora in vigore sono stati i nuovi contratti a tempo indeterminato (-47,7 per cento) mentre sono cresciute le assunzioni con contratti a tempo determinato (+6,8 per cento), di apprendistato (+9,3 per cento), in altra forma (+10,9 per cento).

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Ve lo dico alle sei/ Confindustria: da Boccia pieno sostegno a Federmeccanica

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Nella relazione del nuovo Presidente Boccia è certamente apprezzabile la centralità assegnata al lavoro nell’impresa. In particolare, sono condivisibili gli obiettivi della ben maggiore produttività attraverso il collegamento con i salari e dell’incremento delle competenze attraverso la collaborazione con il sindacato nei fondi interprofessionali. Chiarissima è l’affermazione per cui Confindustria non vuole “interferire con i rinnovi aperti”. Ovvero, Federmeccanica non sarà scavalcata dal tavolo interconfederale e sarà anzi appoggiata nel suo impegno a cambiare radicalmente la sede e il modo di contrattazione del salario. L’art. 8 sugli accordi aziendali appare finalmente sdoganato in quanto fonte di capacità e di certezza dei contratti aziendali.

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