Alle Sei Brexit

Ve lo dico alle sei/ Brexit: per difendere depositi “whatever it takes”

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L’unione bancaria si conferma con l’immigrazione il principale dossier della nuova Europa. La difesa del risparmio è un pilastro della stabilità perché si connette strettamente con l’elemento della fiducia che è alla base di ogni comunità umana. Quando anche un solo euro di un depositante dovesse andare perduto tutto crollerebbe inesorabilmente. Né la Germania può pensare di definire l’unione bancaria sulle sue contingenti esigenze salvo essere pronta a cambiare le regole non appena si modificano le sue convenienze. Si mettano sul piatto tutti i problemi, derivati compresi, e si individuino percorsi di consolidamento del sistema secondo la regola “whatever it takes”.

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Assemblea 2016 Confartigianato Scenari

Confartigianato: l’economia ibrida, valori artigiani e tecnologie digitali

(© Imagoeconomica) Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti.

“Le misure adottate nell’ultimo anno per attenuare il carico tributario sulle imprese sono un segnale positivo. Ma non bastano. Perché lo spread fiscale tra Italia ed Europa è sempre troppo elevato: 28 miliardi nel 2015”. Lo rileva il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, nell’intervento all’assemblea annuale. “In pratica – rileva Merletti – i cittadini italiani pagano 461 euro di tasse in più all’anno rispetto alla media europea. E il total tax rate, cioè la somma di tutte le imposte e tasse pagate dall’impresa al lordo dei profitti, è pari al 64,8%, il piu’ alto in Europa! Ci aspettiamo – aggiunge – che nella prossima legge di stabilita’ siano attuate quelle misure di semplificazione e riduzione degli oneri previste nella delega fiscale e finora rimaste inattuate”.

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Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Confartigianato: priorità al capitalismo popolare per crescere

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L’assemblea annuale della Confartigianato ha evidenziato la persistente disattenzione delle politiche pubbliche nei confronti del nostro capitalismo familiare e popolare nonostante esso abbia la capacità di innovarsi attraverso le nuove tecnologie digitali. Non bastano infatti le azioni in favore degli investitori esteri e delle medie e grandi imprese. La crescita italiana si produrrà solo se si libererà la piccola impresa diffusa dai vincoli fiscali e burocratici, dalle difficoltà di accesso al credito, dalla pessima qualità di molti servizi pubblici. Condivisibile è la tesi di diversificare i salari nei territori affinché riflettano i differenti gradi di produttività. E la richiesta di una decisa politica di formazione integrata con l’esperienza lavorativa nelle botteghe artigiane.

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Istat Occupazione

Nel 2015 occupazione cresciuta più nel Mezzogiorno che nel resto d’Italia

istatSecondo le ultime rilevazioni ISTAT, l’occupazione (misurata in termini di numero di occupati) è cresciuta, nel 2015, dello 0,6%. A livello territoriale, l’aumento maggiore si osserva nelle regioni del Mezzogiorno (+1,5%), seguite da quelle del Nord-Ovest e del Centro (in entrambe +0,5%), mentre il Nord-est segna un calo dello 0,5%. Per quel che riguarda gli andamenti settoriali dell’occupazione, la crescita nel Mezzogiorno è trainata, oltre che dal risultato positivo dell’agricoltura, dal marcato incremento nei settori del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+2,7%) e nelle costruzioni. All’opposto, il risultato negativo del Nord-est deriva soprattutto dalla diminuzione registrata nelle costruzioni (-4,2%) e nel del comparto commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (-1,6%).

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Ve lo dico alle sei/ Brexit, per la nuova Europa serve una nuova fase di responsabilità repubblicana

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Pubblichiamo l’intervento nell’Aula del Senato di Maurizio Sacconi in merito alle Comunicazioni del Presidente del Consiglio su Brexit.

“Signor Presidente, care colleghe e cari colleghi!

In questo tornante della storia si concentrano eventi che concorrono tutti ad alimentare processi di disgregazione nelle comunità tra nazioni e nelle nazioni stesse. Coloro che si percepiscono come “perdenti” nella nuova dimensione globalizzata pensano di essere in balia di un mondo senza guida, sperano nella rottura dei vecchi assetti perche’ credono di non avere “null’altro da perdere che le proprie catene”, cercano rifugio nella ricostruzione di una autosufficiente, o quasi tale, sovranità nazionale.

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Confartigianato Selezione Stampa

Confartigianato, i dieci punti deboli dell’Italia che arranca

Dal fisco alla burocrazia, dalle infrastrutture ai tempi di pagamento, fino al costo dei servizi pubblici. Confartigianato, alla vigilia dell’Assemblea nazionale, denuncia i mali storici dell’Italia e gli eterni nemici degli imprenditori. E il ‘Corriere della Sera’ oggi rilancia la battaglia della Confederazione nell’articolo di Sergio Rizzo sulle 10 debolezze che frenano la crescita del Paese. Le rilevazioni dell’Ufficio studi di Confartigianato mettono in evidenza inefficienze, ritardi, costi del sistema Paese che bloccano la competitività delle nostre imprese. “E così – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti – la vita degli imprenditori è ancora un percorso a ostacoli”. In particolare sul fronte della burocrazia, il Presidente Merletti sostiene che “la battaglia per semplificare gli adempimenti amministrativi non si vince insistendo a fare norme di semplificazione che poi rimangono sulla carta. Con il risultato che gli imprenditori continuano ad essere perseguitati dalle ‘carte’. Bisogna semplificare la semplificazione. Significa attuare le leggi che esistono già, eliminare quelle inutili, superare la frammentazione di competenze e di responsabilità sulla materia e fidarsi un po’ di più dei “pericolosi’ imprenditori”.

Leggi l’articolo del ‘Corriere della Sera’

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Ve lo dico alle sei/ Brexit, Renzi cerchi larghe intese interne sulla nuova Europa

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L’Italia sarà più ascoltata ai tavoli per la nuova Europa se portatrice di proposte al suo interno largamente condivise. I dossier sui quali cercare ampie intese dovrebbero riguardare l’assetto istituzionale dell’Unione, l’unione fiscale, l’unione bancaria, il governo delle frontiere e delle pressioni migratorie. Tocca al premier compiere la prima mossa per spezzare credibilmente il circolo vizioso della esasperata conflittualità interna. Con pazienza e concreta disponibilità all’ascolto, anche le posizioni più radicali possono essere sollecitate alla responsabilità repubblicana. Basta volere!

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Alle Sei Brexit

Ve lo dico alle sei/ Brexit: è davvero l’ora della responsabilità repubblicana

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La decisione del popolo britannico apre straordinarie incognite nel futuro dell’Unione e dei suoi Paesi membri e può esaltare in generale i processi di disgregazione nelle istituzioni e nei popoli. L’Italia con il suo grande debito pubblico può essere particolarmente esposta ai molti fattori di instabilità. Ma più in generale avvertiamo la precarietà di tutti i paradigmi fondamentali su cui abbiamo a lungo vissuto. È davvero l’ora della responsabilità repubblicana innanzitutto per le forze politiche di governo ma anche per quelle di opposizione in presenza di atti di apertura delle prime. Qualunque proposta farà l’Italia per la nuova Europa e per il suo concorso alla stabilità globale sarà tanto più ascoltata quanto più sarà sostenuta da una nazione coesa o da larga parte di essa. Di fronte ad un tornante della storia la piccola politica muscolare interna deve cedere il passo alla ricerca di una visione comune, al reciproco ascolto, al desiderio di tutti di essere adeguati al tempo straordinario che viviamo.

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Controlli Il commento Videosorveglianza

Videosorveglianza tra accordo, autorizzazione, controlli ispettivi e sanzioni

A cura dell’Avv. Gabriele Fava e dell’Avv. Sonia Di Lorenzo

digitalizzazioneIl Ministero del lavoro con la nota 1241 del 1° giugno 2016 ha espresso un primo parere sui contenuti del comma 1 dell’art. 4 della legge n. 300/1970, modificato dall’art. 23 del decreto legislativo n. 152/2015.
L’installazione di un impianto di videosorveglianza non può avvenire in assenza di uno specifico accordo con le organizzazioni sindacali o, in mancanza di esso, della autorizzazione rilasciata da parte della Direzione del Lavoro territorialmente competente.
Potranno essere installati ed utilizzati esclusivamente:
– per esigenze organizzative e produttive,
– per la sicurezza del lavoro,
– per la tutela del patrimonio aziendale.
La nota chiarisce il comportamento dell’ispettore che accerti l’installazione e l’impiego illecito di impianti audiovisivi per finalità di controllo a distanza dei lavoratori in orario di lavoro.

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Ve lo dico alle sei/ Corte Conti: segnali forti su caduta investimenti pubblici e finanza locale

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La Corte dei Conti segnala oggi con forza il peggioramento nella composizione della spesa. Negli ultimi anni l’incidenza della spesa per investimenti si sarebbe dimezzata con la conseguenza di un minore contributo della dimensione pubblica alla crescita dell’economia. Il necessario controllo del grande debito pubblico deve indurre a stabilizzarlo anche attraverso l’incremento del Pil per cui non può esservi indifferenza verso la qualità della spesa, verso il rapporto tra la parte corrente e quella in conto capitale. Implicitamente il rendiconto odierno evidenzia anche i passi compiuti dallo Stato centrale per la riduzione della spesa ma non altrettanto si può dire per la finanza regionale e locale. È l’ora di applicare la legge sul federalismo fiscale e quindi di utilizzare costi e fabbisogni standard per premiare i virtuosi e punire i viziosi. Ed è l’ora di utilizzare appieno la contabilità economica, pur riconciliata con quella finanziaria, allo scopo anche di confrontare preventivi e consuntivi individuando analiticamente le inefficienze. È l’ora di utilizzare di più lo strumento del commissariamento delle autonomie appena si determina uno squilibrio strutturale.
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Corte dei Conti Relazione 2015

Corte dei Conti: crescita dell’Italia a ritmo modesto

“Nel periodo successivo all’insorgenza della grave crisi economico-finanziaria, l’amministrazione centrale non si è sottratta ai severi impegni di risanamento dei conti resi indifferibili dai vincoli concordati in sede europea, ma ancor più dal livello crescente del nostro debito pubblico”. E’ quanto sottolinea la Corte dei Conti nella Relazione sul Rendiconto Generale dello Stato 2015. Secondo il Presidente, Raffaele Squitieri, “l’azione di riequilibrio della finanza pubblica, in atto ormai da sei anni, si è tradotta in un risparmio di spesa per interessi sul debito di dimensioni molto rilevanti. Ma sarebbe riduttivo non porre in evidenza i risultati conseguiti anche con riguardo alle altre categorie di spesa, soprattutto a quelle che più incidono sul funzionamento delle Amministrazioni e sui servizi resi ai cittadini.Qui lo sforzo di contenimento degli ultimi anni appare assai severo: retribuzioni pubbliche, acquisti di beni e investimenti mostrano, anche nei dati del 2015, il permanere di una evoluzione sotto controllo”.

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