Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Lavoro pubblico, grave errore differenze con privato

Nel 1993 con il decreto 29 avevamo avviato un percorso di aziendalizzazione delle amministrazioni pubbliche applicando, in quanto compatibili, istituti e buone pratiche organizzative del settore privato perché quest’ultimo è soggetto alle evoluzioni indotte dalle dinamiche competitive. Oggi il governo sceglie la strada opposta o meglio, senza declinare una visione, precarizza la dirigenza e tutela i dipendenti più dei loro colleghi privati. Il dlsg 29/93 voleva i dirigenti autonomi e responsabili dei risultati mentre ora mantengono l’onere della firma degli atti ma sono destinati alla sottomissione rispetto alla funzione politica. I dipendenti conservano la reintegrazione nel posto in base addirittura all’art.18 pre-Fornero, hanno un tetto di risarcimento molto superiore al privato, non possono essere inquadrati come apprendisti nella fase iniziale. Il sindacato ha riacquistato potere ed è facile immaginare in questo contesto quanto poco il dirigente possa far valere la sua funzione di guida operativa. Ancora una volta abbiamo abbandonato la buona strada dell’unificazione del mercato del lavoro per privilegiare l’approccio corporativo.

Continua a leggere
Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Lavoro, no incentivi, meglio riduzione strutturale costo indiretto

Con l’esaurimento degli incentivi, come era facilmente prevedibile, si spegne anche la fiammata dei contratti stabili. La crescita dell’occupazione, ed in particolare di quella permanente, può essere determinata dalla riduzione strutturale del costo indiretto del lavoro, piuttosto che da incentivi a carattere inevitabilmente temporaneo, e da norme di definitiva flessibilità in uscita. La contrazione nella crescita dei voucher non è una buona notizia. Perché la tracciabilità, pur giusta, potrebbe aver indotto un fenomeno di sommersione. Continuo a ritenere che i voucher debbano preoccupare solo quando e dove non ci sono.

Continua a leggere
Il commento Tirocini

La battaglia inutile della Cgil sui tirocini

Si è tenuta due giorni fa la “Giornata mondiale dello sciopero dei tirocinanti” promossa dalla Coalizione Globale dei Tirocinanti. Bisogna onestamente dire che lo sciopero dei tassisti ha fatto, e sta continuando a fare, molto più rumore. La Cgil ha, tuttavia, aderito a tale iniziativa ritenendo che sia oggi necessario rivedere la strategia complessiva di utilizzo di questo struumento nato per favorire l’inserimento, o il reinserimento, nel mercato del lavoro in particolare, ma non solo, dei giovani.
Sono passati, infatti, ben quattro anni dall’accordo in Conferenza Stato – Regioni che ha delineato le “Linee guida in materia di Tirocini” (previste dalla “Legge Fornero”) che si ponevano, in modo chiaro ed esplicito, l’obiettico di qualificare il tirocinio e limitarne i frequenti abusi che si erano manifestati negli anni precedenti. Quest’ultimo obiettivo purtroppo, secondo il sindacato della Camusso a non solo, non è stato raggiunto: le storie che si leggono ogni giorno sui giornali, e ovviamente sulla rete, ne sono la testimonianza.

Continua a leggere
Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Povertà: approvato ddl in Commissione

La Commissione Lavoro del Senato ha approvato il disegno di legge del Governo sulla povertà nello stesso testo della Camera. Il provvedimento dovrebbe ora passare all’Aula della Senato ove, se non interverranno modifiche, sarà varato in via definitiva. E’ bene ricordare che si tratta di una legge delega alla quale dovranno quindi seguire i decreti delegati. Per mia parte ho voluto segnalare, attraverso l’accoglimento di un ordine del giorno da parte del Governo, la necessità di collegare e condizionare l’erogazione del sussidio alla valutazione degli enti e delle associazioni che saranno incaricate di accompagnare la persona indigente alla piena inclusione nella società. Può succedere infatti che la prestazione monetaria concorra ad esaltare eventuali condizioni di degrado e di dipendenza se lasciata a se stessa così come la sperimentazione relativa al reddito minimo di inserimento si è rivelata un sostanziale fallimento perché ha spesso intrappolato i beneficiari in uno stato di bisogno passivo. Solo in prossimità, attraverso il calore relazionale del volontariato e delle attività non profittevoli sarà possibile prevenire, individuare e rimuovere la povertà assoluta. Non è infatti sufficiente un semplice indicatore di reddito perché deve essere considerato il contesto nel quale vive una persona. In particolare, dobbiamo dichiarare guerra alla solitudine in quanto prima fonte del degrado umano.

Continua a leggere
Inflazione Istat

L’Istat rialza le stime sull’inflazione, a gennaio +0,3%

Nel mese di gennaio 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,0% nei confronti di gennaio 2016 (la stima preliminare era +0,9%), mostrando segni di accelerazione (era +0,5% a dicembre). Il rialzo dell’inflazione è dovuto alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità. Si tratta in particolare della netta accelerazione della crescita tendenziale dei Beni energetici non regolamentati (+9,0%, da +2,4% del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento della flessione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%). A gennaio, infatti, l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta, seppur di poco, portandosi a +0,5%, da +0,6% del mese precedente; al netto dei soli Beni energetici, invece, si porta a +0,8% (da +0,7% di dicembre).

Continua a leggere
Alle Sei Fisco

Ve lo dico alle sei/ Lavoro: su robot solo tassa di scopo per formazione lavoratori

La provocazione di Bill Gates sulla tassazione dei robot ha riaperto un’utile discussione sul rapporto tra gli uomini e le macchine. Non si dimentichi che l’Italia in particolare, nella seconda rivoluzione industriale, si è caratterizzata per un eccessivo impiego delle tecnologie di processo a risparmio di lavoro. E ciò a causa della ideologica regolazione di rapporti di lavoro che ha reso molti imprenditori più inclini alle macchine che agli uomini. Con l’intelligenza artificiale si potrebbe riproporre questa atavica propensione italiana, incoraggiata dalla bassa disponibilità di manodopera formata secondo l’esigenza dell’impresa e dalle persistenti fatiche nella gestione di un rapporto di lavoro. La fine del lavoro non è un destino per cui il reddito di cittadinanza non può essere l’elitaria risposta ad una disoccupazione di massa ritenuta inevitabile. I robot potrebbero, con una tassa di scopo, pagare la formazione dei lavoratori necessari per la loro manutenzione e per il loro controllo. Anche perché i robot devono rispondere come le persone dei danni che provocano.

Continua a leggere
Bill Gates Fisco Occupazione

Bill Gates e la tassazione sui robot che lavorano

I robot stanno sostituendo sempre di più gli uomini nel lavoro. Tuttavia, Bill Gates ritiene che i governi dovrebbero tassare il loro utilizzo da parte delle aziende, come un modo per rallentare, almeno temporaneamente, la diffusione dell’automotion e al fine di finanziare altri tipi di impiego. Si tratta di una posizione che non ci si aspetterebbe dall’uomo che ha co-fondato Microsoft, uno degli operatori leader nel campo delle tecnlogie applicate e in quello dell’intelligenza artificiale. In una recente intervista a Quartz, Gates ha detto che una tassa sui robot potrebbe finanziare posti di lavoro particolarmente adatti per l’uomo, come quelli nel campo dell’assistenza alle persone anziane o del lavoro nelle scuole con i bambini. I governi, secondo Gates, devono sorvegliare su questi impieghi piuttosto che fare affidamento sulle imprese, al fine di aggiustare gli squilibri sul mercato del lavoro ed aiutare le persone con i redditi più bassi. L’idea non è soltanto teoria: a livello Ue, al Parlamento Europeo è stata considerata una proposta di tassare i proprietari di robot per finanziare la formazione dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, anche se il 16 febbraio questa proposta è stata respinta.

Guarda l’intervista di Bill Gates

 

Continua a leggere
Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ ISTAT, sessione parlamentare speciale per rianimare costruzioni

L’Istat ci consegna ancora una volta l’indicatore che segna il lungo periodo di crisi nel settore delle costruzioni. Nonostante la leggera ripresa in dicembre sul mese precedente, rimane fortemente contratto il settore che tradizionalmente ha avuto un assetto particolarmente trainante nell’economia italiana. Significativo è il ritardo delle opere pubbliche dovuto non solo alla riduzione degli investimenti nella politica di bilancio ma anche all’uteriore contrazione della capacità di realizzazione. Il mercato immobiliare poi, nonostante il giusto azzeramento dell’Imu sulla prima casa ed alcuni sintomi di ripresa, rimane sofferente per la tassazione smodata ad opera di amministrazioni comunali che scaricano le loro inefficienze sulla diffusa proprietà delle famiglie e dei piccoli imprenditori. Avrebbe senso una sessione parlamentare dedicata proprio a questo settore in modo da creare una adeguata moral suasion nei confronti di tutte le istituzioni interessate.

Continua a leggere
Seminario AMB

NO euro? Costi diretti e indiretti per l’Italia

L’uscita dell’Italia dall’Euro, oppure l’implosione della moneta unica per l’uscita della Francia o della Germania, fa credere a taluni che ne avremmo vantaggi in termini di esportazioni più competitive e di abbandono dei vincoli di bilancio. Nel momento in cui si fanno più esplicite le proposte di una Italexit, appare utile approfondire tutte le conseguenze che ne deriverebbero sulla nostra capacità di crescita, sull’inflazione, sui costi di collocamento del debito pubblico, sulle politiche di bilancio, sui redditi, sul risparmio, sul lavoro e sulla sicurezza. L’Associazione Amici di Marco Biagi organizza un seminario dal titolo:

NO euro? Costi diretti e indiretti per l’Italia

Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro,
piazza Capranica 72, Roma

 1 marzo 2017, ore 18,00

Continua a leggere
Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Partiti: sostituire invettive e propaganda con proposte specifiche

Nel momento in cui prevalgono nella dimensione politica i conflitti interni, la pura propaganda e le generiche invettive contro gli avversari, sarebbe giusto chiedere ai diversi attori risposte chiare e convincenti sui grandi temi della nazione. In particolare, come fare occupazione aggiuntiva senza incentivi straordinari? Come ridurre la spesa pubblica portando a vere gare il trasporto pubblico locale, concentrando le funzioni eccellenti come sedi universitarie, ospedali ed aeroporti, obbligando le associazioni di Comuni? Come fare trasparenza senza frenare le opere pubbliche? E, soprattutto euro o non euro? Il confronto delle specifiche soluzioni alimenterebbe la fiducia nella rappresentanza politica, la omogeneità delle coalizioni e soprattutto la concretezza dell’azione di governo.

Continua a leggere
Alle Sei

Ve lo dico alle sei/ Euro, Italexit nodo dirimente nel centrodestra

Distinguiamo tra euro ed Europa ovvero, la moneta unica può appoggiarsi a diversi assetti istituzionali della comunità tra paesi del continente. Tanto è doveroso mettere in discussione il vigente modello di integrazione, quanto non è possibile immaginare la nostra uscita dall’euro o la sua più generale implosione. Su questi temi le parti politiche hanno il dovere della precisione. Soprattutto il centrodestra, se vuole ricomporsi, tanto può unirsi sulla ipotesi di un assetto confederale dell’Europa quanto è destinato a dividersi nel caso una parte di esso propenda per Italexit. Nulla forse è più dirimente in questa area politica dell’euro.

Continua a leggere
1 2 3 230